Fiscaglia
5 Settembre 2012
Rimane il problema dello smaltimento delle 23mila tonnellate di pulper

Incendio Migliaro, revoca delle ordinanze

di Redazione | 3 min

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Migliaro. Dagli accertamenti compiuti dall’Arpa e dal laboratorio microinquinanti del servizio Zooprofilattico della Regione Emilia-Romagna, ci sono le condizioni per revocare le ordinanze emanate in via cautelare dal Comune di Migliaro. Cadranno quindi i provvedimenti adottati dal sindaco Marco Roverati a seguito dell’incendio  che dal 26 luglio al 5 agosto scorsi è divampato nel sito ex fornace di Migliaro, mandando in fumo quantità di pulper, il residuo di lavorazione delle cartiere e giudicato rifiuto non pericoloso.

Tutte le ordinanze, quindi possono essere cancellate, tranne quella che riguarda limitazioni per il pesce, non perché si siano riscontrati elementi inquinanti, ma perché non sono ancora disponibili i valori del campionamento. Limitatamente al pescato i tempi saranno dunque ristretti all’ottenimento dei risultati di laboratorio.

Nessun limite, poi, è previsto per l’imminente inizio della stagione venatoria, che prenderà avvio la terza settimana di settembre, né per l’attività di pesca sportiva.

È questo in sintesi l’esito del tavolo di coordinamento provinciale riunito dall’Assessore provinciale all’Ambiente, Giorgio Bellini, proprio per dare risposte certe e rapide sul tema rogo dell’ex fornace di Migliaro.

Tavolo attorno al quale siedono anche l’assessore provinciale alla Protezione civile, Stefano Calderoni, la Prefettura, Arpa, Regione Emilia-Romagna, Comuni di Migliaro, Migliarino, Formignana e Tresigallo, Ausl e Vigili del Fuoco. Ha partecipato all’incontro svoltosi nella sala del Consiglio provinciale in Castello Estense, il consigliere regionale Roberto Montanari.

Nessuna criticità di carattere ambientale, in dettaglio, è stata riscontrata nelle ripetute analisi dell’aria, come riferito dalla direttrice Arpa Simona Coppi, così come Simonetta Menotta del laboratorio microinquinanti bolognese ha escluso problemi dopo le analisi compiute su campioni di erba medica, latte (bovino ed ovino), pomodoro, melanzana, lattuga e bietola.

Qui le indagini hanno riguardato la presenza di metalli come: piombo, cadmio, cromo, mercurio, arsenico, nichel, rame, zinco e manganese, i cui valori sono stati riscontrati al disotto dei limiti di legge.

A questo punto il problema rimane quello dello smaltimento delle circa 23mila tonnellate di pulper rimaste nel sito che è di proprietà privata, come ricordato dal sindaco Marco Roverati. Una quantità di rifiuto il cui smaltimento richiederebbe attorno ai tre milioni di euro che nessuno può permettersi in questo momento, tanto meno il Comune di Migliaro.

Scartata l’ipotesi di ricorrere a finanziamenti regionali, previsti per legge solo per la pulizia di aree pubbliche, è stata formulata dall’assessore Bellini l’ipotesi di trasformare un costo in un non costo, una volta terminata la procedura di smaltimento dell’amianto e del rifiuto contaminato da eternit. Detto in altri termini, significa “fare tutti gli accertamenti possibili ed ottenere tutte le sicurezze”, come sostenuto anche dal consigliere Montanari, per stabilire se le tonnellate di pulper non contaminato possono essere mescolate a terreno inerte, dopo adeguato trattamento, e utilizzare il composto come strato di copertura giornaliero delle discariche.

Un’ipotesi di lavoro sulla quale si è aggiornato il tavolo per un approfondimento.

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