Per fermare il progetto della centrale geotermica di Pontegradella si è mossa anche l’agorà di “Ecologisti – reti civiche e verdi europei”. Da parte degli ambientalisti è stata infatti presentata alla Regione la richiesta di concludere la procedura di screening già avviata nel periodo estivo e di sottoporre il progetto di Hera – il quale comprenderebbe tre pozzi per il teleriscaldamento – alla valutazione di impatto ambientale.
La pubblicazione sul Bur relativa allo screening è datata 18 luglio, ovvero in un momento durante il quale molta gente è in vacanza. La tempistica avrebbe “impedito la necessaria diffusione della notizia, giunta in ritardo ai diretti interessati”. Le reti civiche sottolineano come “questo fatto è di particolare rilevanza, in quanto le attività previste sono diventate fonte di notevole preoccupazione, dopo gli eventi sismici che hanno colpito il nostro territorio dal mese di maggio in poi”.
Il movimento spontaneo dei cittadini e dei residenti nella frazione di Ferrara ha rivendicato la possibilità di un esame approfondito degli elaborati, ma questo sarebbe stato “impedito dalla brevità del tempo disponibile”.
La procedura di Via, qualora deliberata a conclusione della procedura di screening, imporrebbe la ripubblicazione degli elaborati, la riapertura della possibilità di presentare osservazioni, l’organizzazione dell’istruttoria pubblica per l’illustrazione del progetto e dei relativi impatti. Soprattutto, sottolineano i portavoce dell’agorà “garantirebbe quella partecipazione consapevole che un intervento di tale rilevanza, anche per l’allarme sociale suscitato, certamente richiede”.
Nella documentazione presentata, datata 17 febbraio 2012, non si fa ovviamente riferimento agli eventi sismici recenti. Nella Relazione geologica l’ultimo terremoto riportato è quello di Correggio del 1996. In virtù di questo le reti civiche ritengono evidente che “tale relazione va aggiornata, tenendo conto degli avvenimenti recenti e dei nuovi elementi sulla situazione geologica dell’area che questi hanno reso disponibili. L’apertura della procedura di Via consentirebbe di effettuare questa operazione nella maniera più trasparente, coinvolgendo sia i cittadini interessati, sia la comunità scientifica locale, che ha seguito con particolare attenzione i fenomeni sismici recenti”.
La procedura di Via infine impone la valutazione di ipotesi alternative – tra cui l’opzione zero -, e una individuazione più precisa degli impatti, nonché le indicazioni relative alla loro mitigazione ed eventuale compensazione: “elementi questi che renderebbero certamente più completo e approfondito il confronto con la comunità locale e più fondata la decisione finale relativa alla sostenibilità del progetto”, concludono gli Ecologisti.
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