Un angolino “in saldo, indignitoso” per Tassinari

La rabbia degli amici per i libri venduti da Ibs a metà prezzo

Quale dovrebbe essere il posto riservato nelle librerie cittadini ai grandi autori ferraresi scomparsi? Paolo Roversi – esponente della realtà culturale cittadina – sollecita, con una lettera indirizzata allo scomparso Stefano Tassinari, una riflessione più ampia sul ruolo assunto o che dovrebbero assumere le librerie quali luoghi di promozione culturale, legati al territorio che le ospita a prescindere che esse abbiano vocazione locale o appartengano ad un gruppo di rilevanza internazionale.

Roversi definisce “vergognoso e doloroso” ciò che ha personalmente notato presso la libreria Ibs, ex Melbook, di piazza Trento Trieste, uno dei più importanti riferimenti nell’acquisto librario per gli abitanti della città e della provincia: il volume scritto da Tassinari ispirato ai fatti di Genova del 2001, “I segni sulla pelle”, esposto in bella vista in uno degli espositori esterni all’esercizio commerciale, offerto a metà prezzo. “Siamo rimasti addolorati che un luogo che tu reputavi di grande importanza nella tua città ti stia riservando un angolino piccolo piccolo, in saldo, indignitoso” scrive Roversi usando il plurale, firmando alla fine con la dicitura “i tuoi amici, i compagni”, attribuendo così lo sdegno vissuto in prima persona a quello di tutte le persone vicine all’intellettuale ferrarese.

La  missiva – pubblicata su Facebook – muove dalla triste constatazione per arrivare alla rabbia “per la scelta dirigenziale di questo negozio che ha deciso di stare dalla parte dell’azienda, mettendo al centro il bilancio di esercizio e non la personalità di uno scrittore della sua città”. Continua la lettera: “persino i capelli di Caterina – la protagonista del racconto – che vediamo in copertina sono ancor più scompigliati ora che alcuni volumi sono ribaltati all’ingiù, accantonati sopra questo anonimo bancone tra i libri in saldo”.

Ciò che Roversi non riesce ad accettare, rivolgendosi a chi ormai non c’è più con un espediente retorico funzionale a suscitare considerazioni di natura più vasta , è la contraddizione tra l’impegno profuso da Tassinari in vita e il posto riservato ora ai suoi lavori: “siamo rimasti esterrefatti che questa libreria che tu hai tanto frequentato, a Ferrara come altrove, arricchendola oltre che della tua  speciale presenza anche della tua maniacale idea di cultura come potente strumento di cambiamento,  abbia meschinamente deciso in tua assenza di combinarti questo brutto scherzo!”.

In chiusura una decisa critica all’operato della libreria, che contiene in nuce l’indicazione su come si sarebbe potuto agire diversamente: “quante altre idee avrebbero potuto avere questi venditori tristi e ignoranti per poter promuovere le copie rimaste in magazzino del tuo “I segni sulla pelle” se avessero voluto farlo, se avessero saputo farlo”. Infine il piccolo riscatto attuato dall’insegnante e dalle persone per le quali si firma – gli amici e i compagni -: comprare tutte le copie esposte presso l’esercizio Ibs  a Ferrara, “in maniera pragmatica ma anche simbolica, determinati a pretendere rispetto, riconoscimento, stima, affetto per te, per il tuo perseverante lavoro”.

A prescindere dal riscatto in salsa locale, arriverà a breve per “I segni sulla pelle” un successo a livello internazionale: il volume verrà infatti tradotto in francese.

 

34 Commenti in: “Un angolino “in saldo, indignitoso” per Tassinari”


  • cittadino comune ha scritto il 23 agosto 2012 alle 13:53

    Di che cosa si indignano, gli amici dello scrittore?
    Forse del fatto che non venga quantificato in modo adeguato l’opera dell’artista,o che venga calpestata la sua dignità di persona?
    Signori, ma dove vivete?
    Non vi rendete conto che siamo in una società dove tutto è fondato sul guadagno a tutti i costi?
    Il profitto è l’unica musa ispiratrice del mercato di oggi,perchè probabilmente con il passare del tempo, anzichè cercare di migliorare i valori interiori,abbiamo perso di vista gli obiettivi che rendono grande ed importante la nostra vita quotidiana..
    Adesso ci meravigliamo di quanto poca importante sia l’opera di un artista,solo perchè viene venduta a metà prezzo?
    Si potrebbe continuare all’infinito a discuisire su di un opera e sull’artista che l’ha prodotta,però io dico, non è forse meglio cercare di proporre soluzioni a questi problemi, piuttosto di rimanere qui a piangerci addosso?

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  • senza rancore ha scritto il 23 agosto 2012 alle 14:09

    credo proprio che Roversi abbia preso un grosso abbaglio

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  • Enri ha scritto il 23 agosto 2012 alle 14:10

    Evidentemente sto libercolo non se lo compra nessuno, nemmeno i suoi “compagni” anche se qualcuno spera di tornare all’URSS e al pensiero unico.

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  • grande puffo ha scritto il 23 agosto 2012 alle 14:13

    Con tutto il rispetto per Tassinari come uomo, autore e animatore culturale, ma avete presente quale sia la situazione editoriale, in particolare italiana? La gente non compra, se compra compra i libri scontati, tanto che ormai fanno gli sconti direttamente dalle case editrici (vedi il successo di Simoni grazie a una Newton Compton che pubblica il nuovo a 9 euro). Personalmente credo che per la memoria di Tassinari sia meglio un libro venduto in più, a qualunque prezzo: magari permettendo anche a uno studente squattrinato di scoprire le sue pagine. O vogliamo scandalizzarci perchè la proiezione di un film in memoria di Rambaldi non si paghi 8 euro a biglietto?

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  • anacleto ha scritto il 23 agosto 2012 alle 14:16

    Come mai c’è la foto di D’altri temi, peraltro stupenda raccolta di racconti, e non quella del libro in questione?
    Peccato comunque, alla ibs hanno perso una bella occasione, e si che hanno anche un “angolo” dedicato ad autori ferraresi..

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  • red ha scritto il 23 agosto 2012 alle 14:19

    Se pensate come le istituzioni, (per un’esercizio commerciale posso non condividere ma al limite capire), dicevo come le istituzioni si sono scordate di un figura come don Franco Patruno come sorprendersi di cosa fa una libreria. Boicottatela poi capiranno.

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  • Laura Rossi ha scritto il 23 agosto 2012 alle 14:25

    Desidererei chiedere a Giorgio Cattani, artista ferrarese e operatore artistico culturale, quale motivazione lo ha spinto a considerare tutti gli amici che, hanno contribuito al testo della lettera di protesta contro la libreria, come persone che desiderano solamente mettersi in mostra… In mostra di chè? 

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  • Josif ha scritto il 23 agosto 2012 alle 14:29

    io chiedo  a Roversi che l’idea di ritirare tutti i libri di Tassinari e cercare di piazzarli fra compagni e non al prezzo intero, non so se è possibile è se si può , e fare una beneficenza a nome del compianto,potrebbe essere un’idea buona giornata

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  • dPaolo ha scritto il 23 agosto 2012 alle 15:30

    sarò un ignorante in materia, ma non capisco dove stia l’affronto, forse per gli eredi che guadagnano meno? rimango sempre dell’idea che il successo di un opera sia in proporzione alle persone che la leggono più che ai libri venduti.
    Ma se anche la libreria diecidesse di regalarli i libri, quello che raccontano perderebbe valore?
    ma va la va la va la

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  • marfisa ha scritto il 23 agosto 2012 alle 16:03

    …meglio un libro venduto a metà prezzo piuttosto che invenduto. personalmente su bancarelle e mercatini ho comprato anche molti classici…molti li avevo già letti, grazie a scambi o prestiti dalla biblioteca. alcuni autori sconosciuti, comprati d’impulso, mi sono poi piaciuti moltissimo…e li ho raccomandati ad amici.

    i libri d’arte poi li compro solo quando sono a metà prezzo…troppo cari!

    inoltre rendiamoci conto che un best-seller attualmente è ” 50 SFUMATURE DI GRIGIO”!!!… ma ne vogliamo parlare???

    capisco l’amarezza degli amici di Tassinari, sta anche a loro cercare di valorizzarlo, in qualche modo lo stanno già facendo: ad esempio l’immagine che mostra la copertina di “d’altri tempi” mi ha già conquistata…lo cercherò!

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  • zorz ha scritto il 23 agosto 2012 alle 16:04

    e già tanto che queste “librerie” abbiano un “angolino piccolino piccolino” per le pubblicazioni di argomenti, o di autori ferraresi………io normalmente mi rivolgo al libraio di via delle Scienze ( e pago il libro a prezzo scontato; in barba a Monti e alle librerie di grido- ahi, ahi,ahi……)

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  • il vecchio ha scritto il 23 agosto 2012 alle 16:05

    Mi pare una manifestazione di parossismo.
    Delirio.
    Ho sottomano un libro di Simone Weil sul quale inseguo proprio in questi giorni il filo delle sue considerazioni. Lo considero davvero prezioso.
    Costa 3,75 euro, comprato al libraccio di Mel Melbookstore.
    Sono un grande ammiratore della Weil, dovrei scandalizzarmi perché una sua raccolta costa meno di un periodico illustrato?
    Ne sono contentissimo invece. E’ un buon pretesto per invogliarlo a leggerlo attirati dal prezzo vile.

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  • Et in Arkadia ego ha scritto il 23 agosto 2012 alle 16:11

    In un Paese che ha riservato la dimore degli dei nelle banche (infatti i CL osannano i banchieri), che ha elevato il dio danaro a padre degli dei, cosa speravate amici di uno scrittore (che ha creduto nella cultura di un paese di barzellettieri).
    Per favore scendete dall’Aventino, l’Anticristo ha già un nome, la finanza rapace.

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  • il Reverendo ha scritto il 23 agosto 2012 alle 16:15

    Grande Puffo parla in maniera giustissima: se davvero hai voglia di diffondere le idee di qualcuno cerchi di divulgarle proprio agevolando l’acquisto o regalando i libri in questione. Indignarsi perchè costano troppo poco è a dir poco patetico. Roversi non so chi tu sia ma [...].

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  • Sauro ha scritto il 23 agosto 2012 alle 16:29

    Mai come in questi tempi i libri li trovi scontati poco dopo la loro uscita, non solo qui e non solo per Tassinari…

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  • EGIDIO ha scritto il 23 agosto 2012 alle 16:54

    MA INVECE DI PERDERE TEMPO A CERCARE DI FARRAGIONARE I BAVOSI , NON BASTA ANDARE IN UN ALTRA LIBRERIA????GIUSTO UNO SGUARDO ALLA VETRINA LE LIBRERIE DI UNA VOLTA FRAZIE A QUESTI SUPERMERCATI DEL LIBRO STANNO SPARENDO E COSE C’è DI PIù BELLO CHE ENTRARE E CHIEDERE UNA COPIA CHE ARRIVA IN UNA SETTIMANA COSì ANCHE GLI EDITORI CHE VEDONOUNA RICHIESTA MAGARI PENSERANNO DI AVER PERSO UN GRANDE .

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  • ER ha scritto il 23 agosto 2012 alle 17:04

    Ne venderanno di più, tanto meglio, il pensiero dello scrittore avrà una divulgazione più ampia. Forse il disappunto deriva dal fatto che a qualcuno “rode” di averlo pagato il doppio?

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  • Roberta ha scritto il 23 agosto 2012 alle 17:05

    Non ci vedo nulla di scandaloso, umiliante o irrispettoso.
    I libri sono fatti per essere letti, e per essere letti devono essere venduti. Ma se a prezzo pieno non si vendono, non mi sembra più dignitoso sbatterli in un magazzino ad ammuffire.
    Di tutti gli autori più grandi ci sono edizioni economiche, ciò non svilisce l’autore ma concede la possibilità di conoscerlo a un maggior numero di persone. E questo dovrebbe essere lo scopo di uno scrittore, credo, quello di essere letto, non di essere osannato solo dalla propria cerchia di fedeli amici.

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  • bracciante lucano ha scritto il 23 agosto 2012 alle 17:09

    Siamo passati da “la cultura non si mercifica” e al diritto all’esproprio proletario (memorabile quello alla libreria Feltrinelli di Bologna) a “la cultura va pagata a prezzo pieno, senza sconti per nessuno” . Meglio un lettore in più per un libro a metà prezzo, che zero lettori.

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  • Nicola ha scritto il 23 agosto 2012 alle 17:10

    Ci sono veri capolavori scritti da Nobel per la letteratura venduti a un euro (una volta mille lire). Dove sarebbe lo scandalo?

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  • TATANKA ha scritto il 23 agosto 2012 alle 17:41

    Mi pare un po’ un delirio radical chic. Ma se il libro viene venduto a meta prezzo tanto meglio no cosi anche noi poveracci potremmo eventualmente leggerlo e magari ci avanzano 2 ero per il caffe (o un litro di benza)…? Ma allora Joyce; Svevo; Saba; Eco e tutti i grandi della letteratura mondiale venduti da decenni nelle edizioni tascabili ? Ma dico sara un “bene” se anche Libri di questo tipo (tra parentesi ho letto “d’altri tempi” insomma un po’ lontano dalla mia visione delle cose tanto per capirci) possano essere proposti a prezzi scontati che ne invoglino l’acquisto (ed di conseguenza il diffondersi delle idee) ?

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  • topogigio ha scritto il 23 agosto 2012 alle 21:39

    ma di cosa si sta’ parlando? ma non vi vergognate? usare un evento tanto iniquo come la morte di una persona giovane e giusta per meschini rancori e basse frustrazioni..no a Stefano non sarrebbe piaciuto proprio, personalmente non ci trovo assolutamente nulla di sbagliato nel ritrovare in una libreria del centro un libro introvabile di Stefano e magari a meta’ prezzo, cosi’ anche uno squattrinato studente puo’ comperarselo e leggerselo! libri vecchi, usati, introvabili sono una miniera ricchissima per chi ama leggere, non facciamoci confondere da fasulli paladini del niente.

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  • Riccardo Roversi ha scritto il 23 agosto 2012 alle 21:39

    Dopo aver ricevuto alcune telefonate quasi “intimidatorie”, chiedo ospitalità per una breve precisazione. Sarà vero che, essendo autore, giornalista, editore, io sono un “esponente della realtà culturale cittadina”, ma è altrettanto vero che il mio nome è RICCARDO Roversi, né ho mai avuto occasione di conoscere il PAOLO Roversi firmatario dell’articolo in questione; riguardo al quale non mi permetto di fare commenti, ciò che pensavo è già apparso a suo tempo[...], all’indomani della scomparsa dell’amico scrittore Stefano Tassinari.

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  • Paolo Roversi ha scritto il 23 agosto 2012 alle 21:48

    Premetto, non ho scritto io la lettera ero semplice conoscente di Tassinari non amico di Stefano come i firmatari della lettera, l’ho solo condivisa tra i miei contatti; chiarito l’equivoco rivendico parola per parola le righe della missiva. In merito ai commenti, frutto di una lettura probabilmente superficiale, vi invito a riflettere sulle vostre valutazioni legate esclusivamente all’aspetto economico; ragionate come consumatori culturali manco acquistaste un salame al supermercato, triste segno dei tempi in cui uno scrittore ferrarese impegnato ad offrire spazi di libero pensieto nella sua città e in quella specifica libreria viene mercificato come un qualsiasi prodotto di consumo. Ah! Stefano non è morto poi da molto… Cordiali Saluti.

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  • MATTEO FOGLI ha scritto il 23 agosto 2012 alle 21:55

    Confido che l’indignato “compagno” , oltre a cercarsi una causa un po’ più seria, intenda pagare il capolavoro del defunta autore al prezzo pieno di copertina, rimediando così, di tasca propria, allo sconcio a suo dire perpetrato.

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  • topogigio ha scritto il 23 agosto 2012 alle 23:01

    ma allora egregio paolo roversi, che non scrive la lettera, ma la condivide solamente e si ricorda solo ora di fare la precisazione, e poi afferma che Stefano lo conosceva, ma non ne era proprio un amico forse piu’ un conoscente, e poi accusa di una lettura superficiale, e di valutazioni solo economiche.., ma chi e’ il superficiale?come si permette? Stefano e’ morto da poco, verissimo accidenti, la sola cosa vera che ha scritto. vada a dormire e rifletta un po’ tutte le volte che le prende la smania di ” condividere”.

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  • new Carlo Mayr ha scritto il 23 agosto 2012 alle 23:07

    Faccio sicuramente autocritica. Ma forse anche critica. Io Stefano Tassinari non l’avevo mai sentito nominare. Forse a metà prezzo lo si farebbe conoscere anche al volgo ignorante come me.

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  • Laura Rossi ha scritto il 24 agosto 2012 alle 8:50

    Dagli interventi mi pare che la maggioranza non ha capito il significato della lettera. Non c’è nessuna relazione con i libri a basso prezzo o scontati che sono una cosa magnifica. No! Si tratta della persona, del suo profilo, del suo curriculum..Non è grave lo sconto ma il mancato riconoscimento di tante energie spese a fianco della libreria MEL dove Stefano vi ha collaborato a lungo e intensamente. 

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  • Roberta ha scritto il 24 agosto 2012 alle 11:05

    Paolo Roversi e Laura Rossi. 
    Allora abbiate pazienza ma spiegatevi meglio, perché io l’italiano lo conosco e da quanto ho letto sembra proprio che il vostro sdegno nasca dal prezzo scontato dei libri. Non è così? Cosa intendete allora? Cosa dovrebbe fare la libreria citata per riconoscere l’alto profilo di questo scrittore? Erigere una statua?

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  • Cara Laura ha scritto il 24 agosto 2012 alle 11:10

    Cara laura,
    ma allora non sarebbe stato più semplice scrivere quello che lei ha scritto qui? da come è scritta la lettera sembra che l’accusa sia che i librai hanno venduto a metà prezzo i libri di Tassinari.I librai vi hanno spiegato cos’è un reminder. http://www.estense.com/?p=239960
    Ma gli amici di Tassinari hanno proposto qualcosa alla IBS per celebrare lo scittore? la libreria ha rifiutato? sapete se intendesse o meno fare qulcosa? Io ero presente alla maratona di lettura pro terremotati organizzata da IBS dove WuMing ha letto un brano di Tassinari.
    A volte il troppo affetto per un amico abbaglia… e si fanno brutte figure

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  • L'italiano ha scritto il 24 agosto 2012 alle 12:42

    Mi pare che ogni cosa a Ferrara sia buona per fare polemica, leggo parecchio, mai sentito parlare di Tassinari fino ad oggi, non è il mio genere letterario , chiedo scusa. Se trovassi libri a metà prezzo magari ne sarei incuriosito. Non è comunque possibile ogni volta che muore un artista ferrarese tirare su una pezza da matti perchè qualcosa nel comportamento dei ferraresi non piace. Coscevo Gianfranco Rossi di persona, era il mio prof di ripetizioni, sono finito da lui non sapendo chi era e non avendo letto nulla, quando l’ha saputo si è messo a ridere dicendo “meglio così”. Questo per far capire che all’artista non interessa nulla a quanto vengono vendute le sue opere e quanto viene riconosciuto il suo valore, gli basta che venga rispettato nel momento del trapasso e questo mi pare non c’entri assolutamente nulla col prezzo di suoi libri se non per pochi paladini che non hanno niente da fare e allora lo devono trovare per forza.

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  • E pó ?! ha scritto il 24 agosto 2012 alle 12:45

    Bah, io di Tassinari non avevo mai letto nulla, certo che però viste le ragioni di chi “lo sostiene” ed era in sintonia con lui, mi sa che un suo libro non lo compro neanche a metà prezzo.

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  • Laura Rossi ha scritto il 25 agosto 2012 alle 8:31

    Lo scrittore Stefano Tassinari, è stato anche autore di testi teatrali, di programmi radiofonici, ideatore  e direttore artistico di varie rassegne letterarie. Autore di documentari televisivi girati oltre che in Italia anche all’estero. Ha collaborato con attori e registi tra cui : leo Gullotta, Ottavia Piccolo, Paolo Damiani etc..E’ possibile affermare:” Mai sentito nominare…?”A parer mio la realtà di tanti commenti sta nel rifiutare l’uomo di sinistra non il suo famoso operato perciò non tiriamola troppo per le lunghe! Poi vi è un altro motivo :” Ferrara più che città d’arte e di cultura è soprattutto la città delle biciclette con le quali  è difficilissimo trovarvi qualcuno che non sia erudito sull’argomento e sulla pratica…! 

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  • Giulia ha scritto il 29 agosto 2012 alle 22:32

    Ho fatto la libraia per molto tempo: oltre ai molti commenti che condivido sull’opportunità di placare la polemica, che mi pare francamente fuori posto, vorrei aggiungere che non sono le librerie a decidere il prezzo dei libri, o se qualche autore/titolo debba finire nei Reminders. La decisione è esclusivamente dell’editore. La libreria ha messo in evidenza nell’angolo dedicato ai Reminders un autore locale: mi pare una lodevole iniziativa. Quindi, suggerisco a tutti gli “scontenti” di andarsi a vedere l’editore, e prendersela con lui!

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