Copparo
22 Agosto 2012
Il progetto Warbo, per una riserva d'acqua che contrasti il cuneo salino

Falde sostenibili: i sopralluoghi

di Redazione | 2 min

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Copparo. Il Comune già dallo scorso anno ha aderito al progetto Warbo – Water Re Born – per la ricarica artificiale delle falde e per le nuove tecnologie finalizzate all’utilizzo sostenibile delle falde acquifere. L’amministrazione infatti è impegnata negli ultimi anni in percorsi virtuosi che prendono avvio dall’adesione nel 2009 al Progetto europeo del Patto dei sindaci, proseguendo con la sottoscrizione a Bruxelles del Paes: Piano d’azione per l’energia sostenibile.

Tra le risorse naturali da salvaguardare, caratteristiche del territorio, spicca l’acqua; alla base della vita stessa del pianeta l’acqua appare negli ultimi anni una risorsa sempre più limitata, il cui uso indiscriminato, accompagnato dalla scarsa tutela delle falde acquifere e da fenomeni di inquinamento sempre più diffuso, può rappresentare una seria minaccia al suo mantenimento e al suo utilizzo da parte delle generazioni future.

Per studiare il fenomeno e sperimentare nuove tecniche di risparmio e utilizzo idrico, in collaborazione con l’università degli studi di Ferrara e l’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale, Copparo già dallo scorso anno ha aderito al progetto Warbo.

In questi giorni tecnici e studiosi dell’istituto di Geofisica sperimentale di Trieste hanno effettuato un sopralluogo sul territorio per approfondire la ricerca sulla ricarica artificiale delle falde. I vantaggi che si avrebbero – stando ai loro studi – sono una sempre disponibile riserva d’acqua per contrastare l’avanzamento del cuneo salino, dovuto all’avanzamento delle acque marine nei periodi di siccità estiva.

Il progetto riguarda il territorio che va da Copparo al Po, e concentra lo studio sulle aree di cava che potrebbero servire da bacino. L’acqua opportunamente depurata potrà essere iniettata nei pozzi.
La cava presa in esame per la sperimentazione è quella nelle vicinanze della circonvallazione di Copparo, all’incrocio con la via per Guarda.

Se i risultati di studio risulteranno positivi, il Comune anticipa che saranno utilizzate altre due cave; tutta l’area sarà poi rinaturalizzata.

La stessa sperimentazione viene fatta, oltre che a Copparo, in due zone del Friuli: una in pedemontana e una vicino al mare, quindi in tutto si analizzano tre zone ambientali diverse, utili ai tecnici dell’istituto di Geofisica per monitorare i risultati ottenuti in questi diversi ambienti.

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