Sgarbi porta il Museo della Follia a Matera
Ma l’esposizione sarà itinerante, "perché crediamo nel valore errante della vita"
La splendida città di Matera, patrimonio dell’Unesco come Ferrara, ha visto sabato 18 agosto Vittorio Sgarbi presentare, negli spazi del Convicinio di S. Antonio nel cuore dei Sassi, il nuovissimo progetto della Fondazione Sgarbi: il Museo della Follia.
Dopo il fortunato e ormai celebre ritratto di Totò Riina e l’infuocata opera sui rifiuti mafiosi (“Capannone” 2009, che ha permesso all’artista di ricevere il prestigioso “Premio Speciale Fondazione Roma” nel 2010) realizzate da Mimmo Centonze per il Museo della Mafia, inaugurato nel 2010 a Salemi dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e presentato in occasione della 54a Edizione Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Vittorio Sgarbi ha invitato Mimmo Centonze ad esprimersi sul nuovo tema dei progetti itineranti della sua fondazione: la follia.
Centonze ha suggerito al critico di scegliere Matera per i progetti della Fondazione Sgarbi e così il Museo della Follia aprirà i battenti in anteprima internazionale proprio nella Città dei Sassi, città natale dell’artista e candidata al titolo di Capitale Europea della Cultura 2019. Dopo Matera infatti il Museo della Follia si sposterà anche a Trapani, Milano e Berlino.
Nell’occasione, Centonze presenterà ben quattro opere inedite: “Finestra di manicomio”, un monocromo dalla serie dei capannoni con una luce drammaticamente graffiata e scorticata dalle unghia dei pazienti che allude alla condizione angosciosa dei malati di mente impossibilitati a raggiungere la luce da vere sbarre di alluminio in alcuni punti forzate e piegate ma ancora intatte; “Prigione”, un interno di capannone lugubre e cupo la cui uscita è impedita da lunghe e pesanti sbarre di ferro che ricordano le celebri “Carceri d’invenzione” dell’incisore italiano del Settecento Giovanni Battista Piranesi; “Il folle”, un inquietante volto deturpato e corroso dalla follia fino a risultare sfigurato e irriconoscibile; “Conversione”, una grande scultura in alluminio di due metri di altezza costituita da innumerevoli segmenti assemblati tra loro in modo da creare una sagoma di un uomo scavata all’interno di un grande cumulo di rifiuti alle cui spalle si staglia un luce abbagliante che fuoriesce e che lascia intravedere la possibilità (oppure il sogno?) di un paziente in un manicomio che riesce a riscattarsi e ad uscire dalla sua condizione alienata.
“Il Museo sarà itinerante – spiega Antonella Favuzza, Presidente della Fondazione Sgarbi – proprio perché crediamo nel valore errante della vita, nel suo essere stimolo per una consapevolezza che rende le esperienze più complete. Dopo Matera anche Trapani, Milano e Berlino faranno da sfondo ad un’iniziativa articolata che intende promuovere la creatività giovanile e recuperare spazi che potranno diventare laboratori artistici”.
Ripercorrendo la memoria di tutti gli ex manicomi, il Museo si articola in 4 sale. 1.Tutti i Santi – Le sculture di Cesare Inzerillo: una installazione dove si ritrovano pazienti, dottori e infermieri, distinguibili solo dai dettagli dell’abbigliamento, ridotti a mummie, uniti dalla improba lotta contro la sofferenza e la morte. 2. La griglia – Fotografie, dipinti e neon: Novanta ritratti di pazienti selezionati tra le diverse cartelle cliniche negli ex manicomi d’Italia compongono una griglia di oltre 12 metri dove un neon luminoso, seguendo il contorno di ciascun ritratto, dona luce e rumore ai pensieri di ciascun volto. 3. Sala dei Ricordi – Oggetti abbandonati: decine e decine di teche contengono libri di letteratura in lingua originale che hanno trattato il tema della follia nel corso dei secoli, farmaci ritrovati nei manicomi, effetti personali dei pazienti, giocattoli e disegni dal passato inquietante. 4. Franco Basaglia: proiezione del video “X-day” dove il professor Basaglia parla della futura legge 180. Inoltre, grazie al contributo del senatore Francesco Marini sarà proiettato un altro video-denuncia sugli ospedali psichiatrici italiani.
“L’iniziativa – ha affermato il sindaco di Matera, Salvatore Adduce – si sposa bene con la candidatura di Matera a Capitale europea della cultura 2019 e non solo per la qualità artistica e per la capacità di iniettare nuova linfa nel settore della creatività. Infatti la mostra ci ricorda che la nostra città non è stata solo laboratorio internazionale di urbanistica nel Dopoguerra, ma anche, fra gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, uno straordinario esempio di modernizzazione sociale nell’ambito della psichiatria. La nostra città è stata fra le prime in Italia a seguire le innovazioni indicate da Franco Basaglia e uno dei luoghi in cui il movimento di Psichiatria democratica ha trovato terreno fertile per sviluppare e sperimentare concretamente l’integrazione sociale dopo la chiusura dei manicomi”.
“Albert Einstein sosteneva che solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero – ha concluso il presidente della Provincia di Matera Franco Stella – e questa mostra ci dimostra come il “folle” Basaglia avesse compreso quale grande valore avesse, pur nel dolore e nella sofferenza, quella pazzia che per secoli è stata semplicemente condannata e torturata. La leggendaria Alda Merini, protagonista del bellissimo cortometraggio “L’altra verità. Diario di una diversa”, che ha portato la Comunità Fratello Sole a vincere l’edizione 2012 de “Lo Spiraglio Film Festival”, ha dato ragione di come i pregiudizi vadano demoliti con la forza della cultura.
22 Commenti in: “Sgarbi porta il Museo della Follia a Matera”
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Speriamo che a Matera oltre a tenersi il museo, dentro ci si tengano anche Sgarbi, sarebbe la rinascita di Ferrara.
Peccato abbiano detto che sarà itinerante.
Commento molto apprezzato!
22
Lui sarà l’opera semovente più rappresentativa del museo?
Commento molto apprezzato!
20
proprio lanno scorso vittorio sgarbi incontro lartista rocco calabria di cui di disagio mentale e non e stato fatto nessun riverimento per quando riguarda la mostra genio e follia a matera quando si sono esposti opere di centonze che non a nessun riferimento della mostra per altro anche centonze stesso e stato a casa mia fratello dellartista calabria un saluro grazie
Bravo Sgarbi… Ma rimani a Matera !
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10
Albert E. sarebbe certamente orgoglioso di Giuseppe Gatì .
http://www.youtube.com/watch?v=aZHrhXSgXi0&feature=related
Signor Sindaco Tagliani, Assessore Maisto, associazioni culturali, intellettuali, gente di cultura vi lasciate scappare l’occasione di fare una delle due mostre di ogni anno con il Museo della follia?
Commento poco apprezzato.
4
Sgarbi e il giovane artista Mimmo Centoze avrebbero dovuto ispirarsi ad Alda Merini, famosa poetessa e scrittrice italiana, fra le più amate, per questo Museo della follia. Alda Merini, dopo anni di manicomio (dove entrò spontaneamente), scrisse che anche la follia merita i suoi applausi: “Quella croce senza giustizia che è stato il manicomio non ha fatto altro che rivelarmi la grande potenza della vita”. Se avessero fatto tesoro di queste testimonianze sicuramente i lavori artistici sarebbero stati molto più realistici ed interessanti. Da quello che ho potuto visionare non vi ho trovato nulla di così eclatante.
sarebbe meglio portasse la sua di follia, oltre che il corpo, lontano dall’italia e non facesse avere più notizie di sè.
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13
Un titolo da sbellicarsi dalle risate!!!! si presta ad ogni interpretazione, soprattutto a quelle più ovvie!!!! Grazie redazione.
Tengo a precisare che, come esperto di arte, da me Sgarbi é estremamente apprezzato ma per il resto………
Nel cuore dei sassi? Allora ci andremo a dorso di capra, capra, capra!
Perché tutto questo ? Lasciatelo lavorare. A Ferrara e dintorni simili livelli di cultura sono assai rari, pertanto ogni sua iniziativa in tema di arte è più che lecita, . Anzi, se si occupasse anche di questa città sarebbe semplicemente vantaggioso per l’immagine storico-culturale della città Estense nel mondo.
Commento poco apprezzato.
5
Se a Ferrara si sono viste le bolle in Piazza del Castello, le balle sul Listone, si può vedere anche la follia di Sgarbi
Gentile Laura Rossi, mi permetto di segnalare Erasmo da Rotterdam che ha “quasi” reso divino la follìa, “La vita umana non è altro che un gioco della follia”.
Non posso non citare Alda Merini (Clinica dell’abbandono)
“Ti aspetto e ogni giorno
mi spengo poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedono se la mia disperazione
sia pari alla tua assenza
no, è qualcosa di più:
è un gesto di morte fissa
che non ti so regalare”.
Sigra Pasquina Ferrari (..le bolle in Piazza del Castello, le balle sul Listone..),
Ecco, le bolle, le balle di fieno o la follìa nell’arte è un contributo alla conoscenza della realtà che, spesso, non percepiamo perchè non abbiamo “sensibilizzato” la nostra mente.
Ma se questo le appare divertente…
@ Et in Arkadia ego
dopo queste citazioni dove intende andare a parare visto che sia il suo nick name che il suo commento risultano un pò dispersivi ? E’ favorevole al museo della follia? Non mi sembra di aver detto il contrario. Ho solamente inteso puntualizzare un mio sacrosanto parere. Non so quale sia la sua attività, ma so qual’è la mia che è quella di occuparmi da tanto tempo di arte. Ed è proprio in questo lavoro che non mi lascio ” incantare ” dai nomi e dai cognomi di chichessia sia pubblici che privati..Noto che anche lei ha citato Alda Merini e allora dove sta il problema?
Ma quanti maestri…
Cortese Laura Rossi, si sono favorevole.
Ella ha citato Alda Merini (condivido e ho aggiunto una poesia ove è protagonista la vita e non un manicomio) mentre ho citato L’elogio della follìa come contributo ( opinione personale) alla “follìa”.
Ma quanta invidia.
larte di essere genio e nello stesso momento folle non e in quella mostra che sgarbi a inaugurato a matera ma la vera arte di essere genio e da tuttaltra parte e sgarbi questo lo sa profondamente
La grammatica …. è importante.
la grammatica te la puoi [...] quando ai capito perfettamente il commento espresso
In che lingua ?