Riva del Po
18 Agosto 2012
L'annuncio da Alberone e Ruina: azioni clamorose a difesa degli uffici

Poste: firme raccolte, ma è solo l’inizio

di Redazione | 2 min

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Ro Ferrarese. “Per ora sottoscriviamo la petizione ma ci dichiariamo pronti alla lotta non violenta e ad altre clamorose azioni”: i residenti delle frazioni di Ruina e Alberone dissotterrano l’ascia di guerra per difendere i loro uffici postali. L’arma più forte a loro disposizione, fino a questo momento soltanto minacciata e non messa in campo, è la chiusura in massa dei conti correnti. Prima di arrivare al “gesto estremo”, è stato nel frattempo effettuato un tentativo meno intimidatorio, ma comunque significato della portata del malcontento. Carta canta: sono 336 a Ruina e 200 ad Alberone le persone che si oppongono alla chiusura dei rispettivi uffici, e che rivendicano i diritti di chi paga le tasse: “la posta è anche nostra perché è pubblica, la paghiamo noi come contribuenti dello Stato e come contribuenti del Comune, dal quale è sostenuta con risorse che l’amministrazione trasferisce annualmente da circa dieci anni: non si chiude”.

Le firme sono state raccolte perché – si legge nella petizione popolare – “il servizio è vitale per la frazione, per i cittadini risparmiatori, per le aziende e i pensionati, per i genitori dei giovani studenti che lo usano per i servizi scolastici”. Il documento inoltre ricorda quanto esso sia importante per chi vive nelle tante case sparse nelle aree agricole, e nelle frazioni di Ferrara scollegate dalla città, come Malborghetto di Correggio, Vigara, Fossadalbero, Sabbioni, Pescara.

Il sindaco di Ro Ferrarese, Filippo Parisini, si era già schierato in prima linea immediatamente dopo l’annuncio di Poste Italiane, con il quale si anticipava la chiusura di 18 uffici nella provincia.

I cittadini ora dichiarano di appoggiare la sua battaglia, e la sostengono presentando le firme alla Regione Emilia Romagna, al prefetto Provvidenza Raimondo, alla presidente della Provincia Marcella Zappaterra e ai sindacati. Anche questi ultimi si erano associati alla protesta, e gli abitanti di Ruina e Alberone sperano nel buon esito del loro lavoro: “confidiamo in un rapido confronto e in una fortunata soluzione, che veda mantenuti i presidi nelle frazioni aperti e operativi”.

Nel frattempo si organizzano anche gli abitanti di Sabbioncello San Vittore: lunedì 20 agosto alle ore  9, di fronte all’ufficio postale della frazione di Copparo, sarò disponibile il banchetto dove firmare per un’analoga petizione popolare. Presente all’iniziativa anche il sindaco Nicola Rossi.

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