Gentile Direttore,
in seguito ad alcune polemiche apparse sul vostro giornale relative all’ospedale di Cona e agli appelli del Sindaco Tagliani mi permetto di esporre alcune argomentazioni, anche alla luce dei recenti provvedimenti governativi di “spending review” relativi al settore ospedaliero, e di porre alcune domande a chi detiene la responsabilità della sanità nella nostra provincia.
Innanzitutto vorrei segnalare due problemi interconnessi tra di loro che affliggono il nostro sistema ospedaliero da anni e non da pochi mesi come sostiene qualcuno:
A) l’alto l’indice di dipendenza ospedaliera dalla popolazione residente in provincia;
B) il problema della altissima mobilità passiva extra-provinciale ed extra-regionale che caratterizza il nostro sistema sanitario pubblico e privato nel suo complesso.
Dalla tabella sottostante si evince che Ferrara da anni detiene il record regionale di dipendenza delle proprie strutture ospedaliere dalla popolazione residente, il che equivale ad una scarsa attrattività di pazienti esterni provenienti da altre provincie e regioni. A conferma di questo dato si aggiunga che Ferrara detiene un altro primato,quello della mobilità passiva verso altre strutture che purtroppo si traduce in un enorme costo. Se nel 2003 il costo della mobilità passiva era di 50 milioni di euro, nel 2011 è più che quadruplicato arrivando a 213.milioni. Sappiamo che nel 2003 il saldo tra mobilità attiva e passiva era negativo di 16.000.000 mentre nel 2011, se tanto mi da tanto,possiamo ipotizzare che il saldo,speriamo, si aggiri intorno ai 60-70 milioni di euro. Comunque una montagna di soldi sottratti al miglioramento qualitativo del nostro sistema sanitario.
La causa di questi due problemi endemici di Ferrara è la assoluta mancanza di vere “eccellenze” riconosciute a livello regionale e nazionale sia negli ospedali pubblici che in quelli privati. Le altre chiacchiere stanno a zero e Cona non c’entra nulla. Quindi gli appelli improntati all’ottimismo, alla valorizzazione delle eccellenze, etc,etc sono solo fumogeni utili a nascondere la triste realtà della nostra sanità. La risposta è nei numeri dei ferraresi che numerosi vanno in altre provincie e/o regioni a curarsi e parimenti sono troppo pochi i pazienti che provengono da altre Usl perché non hanno validi motivi per venire da noi,se non la vicinanza di confine. Punto!
Ebbene a questi due problemi, che impoveriscono il sistema economico sanitario ferrarese nel suo complesso, dovremo fare i conti anche con le nuove norme imposte dalla “Spending review” del Governo. Cosa estremamente necessaria ma che priverà la nostra rete ospedaliera di almeno 470/480 posti letto. Attualmente la nostra rete ospedaliera pubblica e privata consta di 1810 PL ( 860 Ferrara, 759 gli ospedali sul territorio e 191 i privati accreditati) ed essendo la nostra popolazione di 360.000 abitanti, il nuovo rapporto tra popolazione/posti letto dovrà essere di 3,7 per 1000/abitanti e dunque potremo contare su 1332 posti letto, cioè la differenza è di 478 PL. Tenete conto che la decurtazione dovrà interessare soltanto “strutture complesse” e quindi dipartimenti, aree dipartimantali e /o unità operative.
A chi saranno tolti i posti letto? Alle strutture private? Ai piccoli ospedali della Provincia? a Cona? Difficile pensare che si possa stracciare l’accordo tra Sanità pubblica e cliniche private che sarà attivo sino al 2014. Difficile anche pensare ad una contrazione dei PL di Cona che altrimenti, come dice Tagliani, rischierebbe di essere sovradimensionato. La cosa più ovvia sembra essere,dunque, la chiusura definitiva dei piccoli ospedali come Argenta,Comacchio,Bondeno e Copparo da sempre sottodimensionati e per questo costosissimi. Credo che un anticipo sia stato dato a Comacchio nell’ultimo consiglio comunale e adesso spero che Qualcuno ci dirà di che morte morire.
Se ho dato dei numeri sbagliati, sarò lieto di essere smentito o corretto e chiedo scusa sin d’ora, se invece i dati sono giusti, credo sia utile aprire immediatamente un grande confronto tra tutte le istituzioni interessate e i cittadini.
Mirco Guernieri

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