Provincia
15 Febbraio 2010
Dirottamento dei 180 milioni di euro previsti nel 2007

“Valle del Fiume Po”, nessun finanziamento

di Redazione | 3 min

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Il presidente regionale Upi – Unione Province Italiane – Vincenzo Bernazzoli, nella giornata di oggi, a Parma, ha convocato un tavolo, a cui ha preso parte anche la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, per discutere in particolare del problema della scomparsa dei finanziamenti di 180 milioni di euro già previsti dalla delibera Cipe del 21 dicembre 2007 in attuazione del piano strategico nazionale 2007 – 2013 con fondi Fas per il progetto “Valle del Fiume Po”.

“Un problema – ha ricordato la presidente Zappaterra – che abbiamo recentemente sottolineato anche in occasione della presentazione del convegno sul turismo fluviale svolto lo scorso 6 febbraio a Codigoro, evidenziando come questa grave decisione del governo comporti, tra l’altro, il mancato arrivo di 8,5 milioni destinati proprio al territorio ferrarese”.

La conseguenza è il mancato finanziamento di vari progetti già messi a punto, fra i quali opere di messa in sicurezza idraulica, reti di monitoraggio delle acque, completamento del percorso ciclabile Destra Po, la realizzazione di altri itinerari ciclabili e di nuovi attracchi fluviali.

L’incontro di Colorno ha messo, dunque, in luce le pesanti conseguenze del mancato finanziamento – 180 milioni di euro – alle 13 Province del Po ed ha evidenziato che gli aspetti della messa in sicurezza del Po e la sua valorizzazione turistica, contrariamente alla decisione del governo, debbono essere considerati una priorità nazionale.

Una posizione in netto dissenso rispetto a quanto affermato recentemente dal sottosegretario al ministero dell’Ambiente, Roberto Menia, che, rispondendo ad un’interrogazione alla commissione Ambiente della Camera, ha giustificato il dirottamento dei 180 milioni “per altre esigenze” sottolineando che “ la messa in sicurezza del Po e la sua valorizzazione turistica non sono considerati da questo governo una priorità”.

“Con questa decisione – commenta Marcella Zappaterra – si rischia di vanificare il positivo lavoro che in questi anni è stato compiuto dalle Province delle quattro Regioni interessate, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che superando campanilismi, appartenenze politiche diverse e facendo sintesi fra i vari interlocutori istituzionali a vario titolo coinvolti, hanno saputo fare unità all’interno della Consulta delle 13 Province interessate su un progetto condiviso e posto il problema del fiume Po nel giusto contesto nazionale di riferimento, come avvenuto anche negli altri paesi europei”.

“Per questo – continua la presidente della Provincia di Ferrara – l’Upi Emilia-Romagna ha giustamente convocato questo tavolo di confronto, nel corso del quale abbiamo condiviso una posizione di rinnovato impegno comune per il Po tra tutti i soggetti coinvolti”.

Oltre alla presidente Zappaterra, hanno preso parte all’incontro i parlamentari Angelo Alessandri e Mauro Libè (rispettivamente presidente e segretario dell’VIII commissione “Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati), l’assessore regionale alla Sicurezza territoriale, Difesa del suolo e Protezione civile, Marioluigi Bruschini, l’assessore all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna, Lino Zanichelli, e i presidenti delle Province di Piacenza, Massimo Trespidi, e di Reggio Emilia, Sonia Masini.

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