Incendio Migliaro, servono aiuti per la bonifica

La Provincia chiederà a Regione e governo. Polemiche per laboratorio analisi chiuso

Migliarino. Immagini e slide hanno fatto rivivere ieri sera a decine di persone la paura di quel 26 luglio. Si è tenuto ieri sera il secondo dei due momenti di confronto voluti dai comuni di Migliaro e Migliarino per informare la cittadinanza sugli sviluppi dell’incendio dei capannoni di via Travaglio.

Dopo quello del 3 agosto (vai all’articolo) nel teatro di Migliaro, ieri è stata la volta della riunione nella sala civica polifunzionale di Migliarino. Davanti alla platea dei cittadini si sono presentati il sindaco di Migliarino Sabina Mucchi, l’omologo di Migliaro, Marco Roverati, il comandante provinciale dei vigili del fuoco Cristiano Cusin, il funzionario dipartimento di igiene pubblica dell’Asl Aldo De Togni, gli assessori provinciali all’ambiente Giorgio Bellini e alla protezione civile Stefano Calderoni.

Proprio quest’ultimo, in vista della riunione, aveva chiesto ai vigili del fuoco di procurare le immagini delle varie fasi del rogo, dal momento delle operazioni di spegnimento fino alla fase di rimozione dei rifiuti combusti. E così è stato. Dalle immagini si è percepita l’entità del disastro andato in scena il 26 luglio. Dei rischi per la salute, in particolare quelli relativi a patologie respiratorie, ha parlato De Togni, avvertendo come si sia ancora in attesa di dati certi.

Proprio sul ritardo delle rilevazioni ha puntato il dito Calderoni,  anticipando che “la Provincia manderà una nota ad Arpa e Regione lamentando il fatto che il laboratorio di Ravenna fosse chiuso nei giorni successivi all’evento, il sabato e la domenica, rallentando in questo modo le operazioni di elaborazione dati”.

Sempre la Provincia di Ferrara, per mano della presidente Marcella Zappaterra, chiederà l’intervento di Regione e governo per la bonifica, con lo smaltimento dei rifiuti rimasti per evitare il ripetersi di una simile emergenza ambientale. L’ultimo intervento di rimozione delle 40mila tonnellate di pulper stivate in uno dei magazzini bruciati risale al 2005. “In quell’occasione – ricorda Calderoni – Area fatturò i costi dello smaltimento, due milioni di euro circa, al privato che era fallito; successivamente non si è potuti intervenire perché, essendo l’area di proprietà privata, gli enti preposti non potevano assumerne di imperio la gestione e destinare denaro pubblico per l’operazione in assenza di pericolo conclamato per la salute pubblica”.

 

6 Commenti in: “Incendio Migliaro, servono aiuti per la bonifica”


  • Massimo Desiderà ha scritto il 7 agosto 2012 alle 10:35

    “…successivamente non si è potuti intervenire perché, essendo l’area di proprietà privata, gli enti preposti non potevano assumerne di imperio la gestione e destinare denaro pubblico per l’operazione….”
    Ma guarda un po’!!!! Allora aveva ragione l’ufficio legale di CMV quando si opponeva alla rimozione dei rifiuti ex-Orbit dal sito vigaranese, in tutto analogo a quello di Migliaro.
    Paron, come evolve la situazione a Vigarano? I rifiuti non dovevano sparire a camionate al giorno entro settembre dell’anno scorso?? Saranno classificati a tavolino come NON pericolosi anche quelli di Migliaro, nonostante vi siano cadute sopra tonnellate d’eternit?
    Bellini lo sai vero che la legge ambientale VIETA il mescolamento tra vari tipi di rifiuto?
    Ai cittadini di Migliaro faccio i migliori auguri: a Vigarano l’incendio durò 14 gg e dal settembre 1999 i rifiuti sono ancora lì, scoperti e con l’amianto in mezzo.

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  • Max ha scritto il 7 agosto 2012 alle 13:24

    BONIFICA SUBITO!

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  • Buon compleanno italia ha scritto il 7 agosto 2012 alle 13:53

    I tutor installati sulle strade provinciali servono esclusivamente a pagare gli stipendi dei dipendenti della nostra amministrazione provinciale?

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  • Ex Migliarese ha scritto il 7 agosto 2012 alle 18:40

    Ieri sera a Migliarino la gente voleva sapere cosa aveva respirato a causa dell’incendio, lo chiedeva a gran voce, ma le risposte sono state evasive, con molti “dipende, non abbiamo ancora tutte le analisi, ” oppure “la tossicità dell’aria nella fase acuta dell’incendio era paragonabile a quella che respirano i ferraresi in centro nelle giornate invernali”. Ieri sera Arpa avrebbe potuto dare informazioni ai cittadini che sono stati esposti ai fumi, ma purtroppo non c’era; infatti si è limitata a pubblicare sul sito internet una relazione preliminare sull’incendio adatta agli addetti ai lavori, e questo non aiuta la gente a capire come stanno le cose. Inoltre la “bonifica subito”, ieri sera caldeggiata a gran voce, dovrà fare sommessamente i conti con la orrida realtà dei costi che comporta (ovviamente a carico dei contribuenti) e con il problema dello spendere denaro pubblico in conseguenza di fallimenti privati.

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  • Acci ha scritto il 8 agosto 2012 alle 11:56

    E così nuovo denaro pubblico sperperato, nuovo debito, grazie all’incoscienza di chi? Chi è fallito è un privato, ma chi l’ha autorizzato no. Meditate gente.

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  • diego ha scritto il 24 settembre 2012 alle 2:36

    cosa abbiamo respirato? quello che respiriamo ogni giorno cioè pm10 in quantità industriale 

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