Migliaro. La Procura di Ferrara ha aperto un fascicolo sul maxi incendio di Migliaro che ha coinvolto tre capannoni, di cinque diverse proprietà, prospicenti via Travaglio. Il titolare dell’inchiesta, il pm Nicola Proto, attende gli esiti delle indagini. Si saprà solo successivamente quale filone imboccherà l’inchiesta e se verranno individuate responsabilità su quanto accaduto.
Responsabilità che potrebbero riguardare sia il danno ambientale che lo stesso incendio, sulla cui origine – se accidentale o dolosa – al momento non si può essere certi, almeno fino a quando le fiamme che interessano i capannoni non verranno spente del tutto. Il rogo, che i vigili del fuoco hanno in tempi brevi circoscritto il più possibile, al momento è tenuto sotto controllo e ridotto gradualmente dalle squadre di pompieri impegnate giorno e notte sul posto. Ci vorrà ancora un giorno o forse due per poter dire di aver avuto completamente ragione sull’incendio, che nel frattempo, oltre ad aver fatto collassare i tetti dei capannoni, compreso un tetto parzialmente in eternit (materiale che viene tenuto costantemente bagnato dai vigili del fuoco per evitare che le pericolose fibre si propaghino nell’aria), ha bruciato le tonnellate di pulper (plastica triturata) contenute in una delle tre strutture, con fumo nero e denso che ha destato un certo allarme.
La preoccupazione dei cittadini dei territori circostanti è stata palpabile fin dai primi istanti ed è cresciuta man mano che le informazioni su quanto stava bruciando sono arrivate. Preoccupazione espressa attraverso gli stessi commenti dei lettori di estense.com, che attendono di sapere al più presto gli esiti delle analisi sui campioni d’aria prelevati dall’Arpa, per capire cosa stanno respirando. C’è chi ha segnalato un “forte odore di plastica” e chi, come Michele, nel ricordare che da molti anni quel materiale era stoccato lì, sostiene che “si doveva agire preventivamente anni or sono, ripulendo l’intera area a spese delle ditte proprietarie”. Un altro lettore ipotizza che, in seguito al terremoto, vi siano sparsi per la provincia altri capannoni con tetto in eternit danneggiato, mentre un altro commentatore invoca l’interessamento di “Striscia la notizia”. In generale si chiede comunque trasparenza e dati certi sulla nube e su ciò che si è sprigionato nell’aria che si respira.
Intanto sulle eventuali responsabilità sarà la Procura a fare luce.
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