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24 Luglio 2012
Il nuovo lavoro della regista indiana fuori concorso darà il via alla manifestazione

Mostra di Venezia, apertura con il film di Mira Nair

di Redazione | 3 min

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The Reluctant Fundamentalist, il nuovo film diretto dalla regista indiana Mira Nair, sarà il film di apertura – fuori Concorso – della 69a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che si terrà dal 29 agosto all’ 8 settembre.

The Reluctant Fundamentalist, tratto dal romanzo omonimo di Mohsin Hamid, bestseller internazionale tradotto in 25 lingue, è un thriller politico che racconta la storia di un giovane pakistano che lavora a Wall Street, la cui vita viene stravolta a seguito dell’attacco alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001. Si ritrova così coinvolto in un conflitto tra il suo personale “sogno americano”, una crisi internazionale ed il richiamo imprescindibile del proprio Paese d’origine e della sua famiglia.

Alberto Barbera, Direttore della Mostra di Venezia ha, tra l’altro sottolineato:

“…. E’ una scelta che sottolinea il ruolo crescente della creatività femminile in tutti gli ambiti della cultura e della società contemporanea. Mira Nair ha realizzato un’esemplare trasposizione cinematografica di un romanzo che affronta il tema, di grande attualità, dei fondamentalismi di ogni ispirazione e natura. Con sensibilità, acutezza e notevole senso dello spettacolo, la regista persegue una difficile scelta di campo, ispirata da profonde motivazioni etiche e morali che, pur scegliendo di confrontarsi con la realtà, ne rifiutano i compromessi  e le aberrazioni”.

The Reluctant Fundamentalist, interpretato da Riz Ahmed, Kate Hudson, Kiefer Sutherland, Liev Schreiber, Martin Donovan, Om Puri, Shabana Azmi, Haluk Bilginer e Meesha Shafi, sarà proiettato in prima mondiale la sera del 29 agosto nella Sala Grande del Palazzo del Cinema dopo la cerimonia di apertura.

Mira Nair, regista indiana Leone d’oro alla Mostra di Venezia del 2001 con Monsoon Wedding, torna così al Lido per la quinta volta, dopo esser stata presente nel 1991 in Concorso con Mississippi Masala, nel 2002 Fuori Concorso con l’episodio India del film collettivo 11’09’0 1– September 11, e nel 2004 in Concorso con La fiera della vanità (Vanity Fair), ancora una trasposizione letteraria dall’omonima saga del grande scrittore ottocentesco inglese William Thakeray.

Di Mira Nair è giusto ricordare anche l’impegno etico-politico: da sempre attenta alle questioni sociali, divide le proprie energie tra il lavoro cinematografico e le due organizzazioni non-profit che ha fondato. Nel 1988 ha destinato i profitti di Salaam Bombay!  – la sua opera prima – alla creazione del Salaam Baalak Trust, che ha avuto un impatto diretto sulla politica del governo nei confronti dei bambini di strada in India. Dopo vent’anni l’organizzazione conta venticinque centri che, ogni anno, offrono un ambiente accogliente e sicuro a 5000 bimbi di strada. Nel 2005 poi la Nair ha istituito il Maisha, un laboratorio annuale di cinematografia in Africa orientale che offre una formazione nei mestieri del cinema a centinaia di studenti provenienti dall’Uganda, dal Kenya, dal Rwanda e dalla Tanzania.

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