Il valore del gioco di bambini

Gentile Direttore,

nei giorni scorsi, i giornali nazionali hanno riportato la notizia della delibera del Comune di Milano, non ancora ratificata dal consiglio comunale, che, per “affermare il valore del gioco” riapre gli spazi dei cortili condominiali al gioco dei bambini.

E’ un’iniziativa di sicuro interesse che va nelle direzioni che in molti paesi europei si stanno affermando. Lo spazio pubblico, e quello privato a uso pubblico, divengono sempre più luoghi di attività e socialità: dalle piste ciclabili ai percorsi sicuri casa scuola, dagli spazi sportivi di vicinato a uso libero agli spazi condominiali, dall’accessibilità urbana alle palestre all’aperto.

Copenaghen, ad esempio, oltre alle celebrate soluzioni per la ciclabilità, si sta dotando di una serie di palestre all’aperto, distribuite su percorsi verdi, e di micro spazi per il gioco dei bambini e dei ragazzi nei cortili e nelle adiacenze, oltre a innovativi parchi sportivi rivolti ad adolescenti e giovani; Lleida sta attrezzando, sulla scorta di quanto avviene a Barcellona, una serie di micro palestre all’aperto lungo il fiume; Novi Sad, in Serbia, sta facendo gli stessi interventi sulle rive del Danubio; Turku, in Finlandia, ha attrezzato percorsi che invitano a camminare utilizzando le varie scalinate indicandone il grado di difficoltà e il dispendio energetico; a Treviso è stato costruito il primo parco sportivo dedicato ai bambini mentre se ne stanno realizzando in altre città.

L’attenzione al gioco dei bambini entra in relazione con una serie di provvedimenti e d’interventi che ottengono il duplice scopo di consentire alle persone di qualsiasi età di essere più fisicamente attive e di incontrarsi.

Tra la fine degli anni novanta e la metà dello scorso decennio, Ferrara, attraverso varie azioni e progetti coordinati dall’Ufficio Città Bambina cui partecipò anche la mia associazione, aveva raggiunto notorietà europea in merito alla progettazione di spazi per i bambini e ai percorsi sicuri casa scuola. Alcuni interventi vennero realizzati, ad esempio cortili scolastici progettati insieme con i bambini o  i ‘Pedibus’, autobus a piedi per andare a scuola senza o con un uso ridotto dell’auto.

Negli ultimi anni, in Europa e in altre città italiane, questi temi si sono incontrati con quelli della prevenzione di malattie croniche non trasmissibili attraverso l’attività motoria; un aspetto riguardante la salute pubblica che ha contribuito a portare l’attenzione sui comportamenti quotidiani come stili di vita attivi e sostenibili.

Ciò che è evidente nelle buone pratiche citate è la necessità di un coinvolgimento concreto dei cittadini sia nelle politiche riguardanti gli stili di vita che in quelle urbanistiche. Le politiche partecipative divengono, infatti, cruciali nella realizzazione dei progetti perché le persone si sentono parte attiva del processo e percepiscono il senso di appartenenza allo spazio pubblico.

Tali processi hanno bisogno di provvedimenti e spazi pubblici adeguati e attrezzati. La nostra città, viste le sue caratteristiche e la sua straordinaria cinta muraria, il più importante spazio per l’attività motoria e sportiva della città, partirebbe da una posizione di privilegio per candidarsi a divenire ‘Città Attiva’.

Rivolgo pertanto un invito al Sindaco e ai nostri Amministratori a riprendere le politiche virtuose del recente passato, attualizzarle in conformità a quanto in Europa sta accadendo agendo in modo integrato tra i vari settori.

In un periodo di difficoltà come questo potrebbe essere utile sviluppare e condividere nuove idee dalle buone radici per essere pronti a candidarsi per programmi ambiziosi.

Antonio Borgogni

Associazione Il corpo va in città

aborgogni@ilcorpovaincitta.it

 

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