Dopo il terremoto “serve un’area no tax”
Le misure richieste da Confartigianato alla Commissione Ambiente

Giuseppe Vancini
Sarà Nicola Porro, vicedirettore de “Il Giornale” e conduttore per La7 del programma ”In Onda”, l’ospite d’onore del congresso provinciale della Confartigianato che si terrà a Ferrara sabato 30 luglio. I lavori si apriranno alle 10, in Sala Zarri, con la designazione ufficiale dei nuovi dieci presidenti delle sezioni locali. Poi si entrerà nel vivo del congresso dal titolo ‘Scacco alle imprese’, introdotto dal presidente provinciale Aleandro Capatti e dal segretario generale Giuseppe Vancini,
Porro tratterà di debito pubblico, pressione fiscale, blocco del credito, consumi in picchiata, burocrazia, giustizia. Temi che, rimarca Vancini, «non essendo mai stati affrontati con la dovuta risolutezza, hanno messo in ginocchio il Paese. E le nostre aziende, che fino a ieri erano considerate un vanto, le ambasciatrici del Made in Italy nel mondo, sono oggi accerchiate, colpevolizzate, impossibilitate a dare risposte alle domande dei lavoratori».
Di qui la provocazione: «servono nuovi modelli organizzativi, nuove aggregazioni, nuovi strumenti finanziari. Se la politica non è in grado di offrirli spetta a noi trovarli».
Vancini relazionerà agli associati anche su quanto proposto nei giorni scorsi da Confartigianato Ferrara nell’audizione della commissione Ambiente alla Camera, relativamente agli interventi necessari per la ricostruzione post terremoto Queste le richieste portate da Vancini: precisare in via definitiva che percentuale degli oltre 2 miliardi di euro – in tre anni – annunciati dal Governo a favore della ricostruzione andranno alle imprese colpite; rinviare tutte le scadenze fiscali per almeno un anno; esentare dal pagamento di imposte e tributi per almeno 5 anni le attività danneggiate; creare un’area no-tax comprendente tutti i Comuni interessati dall’evento sismico; affidare la gestione degli appalti direttamente ai Comuni, favorendo le aziende e i lavoratori del territorio; stabilire quali enti dovranno occuparsi dello smaltimento derivante dall’abbattimento degli edifici irrecuperabili con la creazione di zone deputate allo stoccaggio, con particolare riferimento a quello dei materiali pericolosi, a cominciare dall’amianto.
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