Comacchio. Cento euro di multa per chi compra merce dai venditori abusivi in spiaggia. Il provvedimento è stato preso dal neoletto sindaco di Comacchio, Marco Fabbri, e si accompagna a una capillare operazione di sensibilizzazione sui temi della contraffazione e dell’illegalità, promossa dalla prefettura di Ferrara, dalla locale Camera di commercio e dalle associazioni di categoria. “Comprare dai venditori abusivi non costituisce un’azione benefica, è non bisogna considerare questo gesto con leggerezza: dietro le bancarelle e gli ambulanti c’è una manovalanza disperata, sfruttata da organizzazioni che lucrano sulla povertà della gente” è l’ accorato l’appello che il prefetto di Ferrara, Provvidenza Raimondo, lancia ai cittadini e ai turisti che trascorreranno le vacanze ai Lidi.
A partire da venerdì giugno, nei 137 stabilimenti balneari della costa ferrarese, partirà “Un mare di legalità”: non solo multe ma anche sensibilizzazione e prevenzione- I volontari di diverse associazioni –Anpana, Aeop e Lida – saranno in prima linea per spiegare ai bagnanti quali tipo di implicazioni sociali ed economiche si nascondo dietro le bancarelle che tante persone sono solite guardare con ingenua curiosità. Saranno riconoscibili da una maglietta ideata appositamente, la stessa che indosseranno gli operatori commerciali coinvolti nella campagna informativa. “Chi compra i marchi contraffatti spesso lo fa perché non può permettersi la versione originale, o per una sorta di rivalsa nei confronti del business del lusso – spiega Carlo Alberto Roncarati, presidente della Camera di commercio ferrarese -: è importante che le persone capiscano il danno anche economico che si crea alimentando questo tipo di mercato, che mette in difficoltà i negozianti onesti e impoverisce il tessuto commerciale dei centri storici”. La vendita abusiva è un fenomeno in crescita: i dati dell’Agenzia delle Dogane riferiscono di come, tra il 2008 e il 2010, siano stati operati in Italia 56mila sequestri, per 175milioni di beni contraffatti.
Fulvio Bernabei, comandante a Ferrara della guardia di finanza, commenta a proposito come “diversamente da altre forme di illegalità, questa purtroppo non suscita la disapprovazione sociale, ma basterebbe che la gente smettesse di acquistare per fermare l’abusivismo”, e ricorda come ogni fermo comporti per le forze dell’ordine circa quattro ore di lavoro di ufficio, tra procedure identificative, sequestro e attività connesse. “Queste forze dovrebbero essere impiegate a contrastare i veri criminali, quelli che si nascondono dietro i piccoli venditori, a cui resta in tasca forse un centesimo di quanto hanno raccolto nella giornata” aggiunge il prefetto, sottolineando come “solo un cambiamento culturale può aiutare questa battaglia, la repressione non basta: è necessaria più consapevolezza negli acquisti”. La conferenza che ha riunito i diversi attori protagonisti di questa iniziativa si è conclusa con i progetti da sviluppare, sulla stessa linea, per i mesi a venire: attività educative sul tema da proporre con la riapertura delle scuole e un osservatorio che possa rendere conto dei riscontri ottenuti sul campo dall’iniziativa.
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