Ladri di ferro colti in flagranza

Scoperti dai carabinieri mentre trafugavano il materiale da capannone in disuso

Bosco Mesola. I carabinieri hanno arrestato cinque persone, padre e due figli della provincia di Padova, un 34enne di Ariano Polesine (in provincia di Rovigo) e 29enne di Mesola, responsabili di furto aggravato all’interno di un capannone in disuso di una ditta situata a Bosco Mesola.

A scoprirli mentre erano intenti a caricare su un Fiat Ducato del materiale ferroso è stata una pattuglia di Mesola che stava transitando in zona mercoledì scorso, alle ore 13.10. I cinque sono stati subito identificati. Si tratta di N.B., 51 anni, A.B., 26 anni, e G.B., 31 anni, L.S.T., 24enne di Ariano Polesine e A.B., 29 anni. Da quanto ricostruito dai militari gli indagati si sarebbero introdotti nello stabilimento dismesso dopo aver tagliato il lucchetto che chiudeva il cancello di ingresso utilizzando una grossa cesoia e, successivamente, avrebbero iniziato a caricare sul furgone, di proprietà di L.S.T., il materiale custodito nella ditta.

Dopo avere sorpreso i cinque uomini nella flagranza del reato, gli uomini dell’Arma li hanno portati in caserma dove sono stati dichiarati in stato di arresto. La refurtiva, del valore di 5.000 euro, è stata riconosciuta dal proprietario e restituita all’avente diritto; gli arrestati sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza della compagnia di Comacchio in attesa del rito direttissimo.

Il giudice ha convalidato gli arresti di tutti e cinque. Quattro di loro hanno patteggiato la pena di 4 mesi e 280 euro di multa, mentre il quinto, padre, N.B., ha patteggiato 6 mesi di reclusione e 600 euro. Al termine del rito sono stati rimessi tutti in libertà.

Al padre e ai due figli i carabinieri di Mesola hanno notificato il foglio di via obbligatorio per tre anni dal territorio del Comune.

 

11 Commenti in: “Ladri di ferro colti in flagranza”


  • explane ha scritto il 9 giugno 2012 alle 12:17

    che sfigati…

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  • etagamma@mac.com ha scritto il 9 giugno 2012 alle 14:07

    Rimandiamoli a casa loro.
    Rimandiamoli in Padania.

    Commento controverso. Cosa ne pensi? Thumb up 11

  • Basta! ha scritto il 9 giugno 2012 alle 15:18

    …con Borghezio certa gente starebbe a casa sua…Padania terra di lavoratori onesti!

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  • Alvaro ha scritto il 9 giugno 2012 alle 18:35

    Uhhh che ironia… vi auguro in una buia notte autunnale di trovarvi in cortile le facce di questi 5 poveracci anzichè le facce di 5 bestie pronte a massacrarvi di botte per chiedervi se possedete una cassaforte.

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  • etagamma ha scritto il 9 giugno 2012 alle 21:36

    Per Alvaro.Io sono per uno stato, la Repubblica Italiana, che faccia rispettare severamente le regole del vivere comune. ribadisco, severamente.Non guardo il passaporto di chi commette il reato.

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  • valah ha scritto il 10 giugno 2012 alle 8:04

    Certo che anche chi scrive ha la sua parte di responsabilità: la “fragranza di reato”?? Non sarà la FRAGRANZA del pane appena sfornato? :-))

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  • Roberto-PolligiGiù ha scritto il 10 giugno 2012 alle 8:08

    Sfigà

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  • mala ha scritto il 10 giugno 2012 alle 8:33

    Data le zone di provenienza potrebbero essere zingari “italiani”

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  • Basta! ha scritto il 10 giugno 2012 alle 9:42

    @mala
    Giusto quindi a casa loro!!!!

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  • sugarelli marcantonio ha scritto il 10 giugno 2012 alle 13:04

    con l’Unità d’Italia il Polesine di Ariano è passato al Veneto, ma prima di allora, fino al Po Grande di Venezia, regnava lo Stato Pontificio. Il ladri che definite Veneti, probabilmente sono di etnia Ferrarese…!!! Tutto il mondo è paese.

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  • colla ha scritto il 10 giugno 2012 alle 13:47

    se fossero stranieri la gente chiederebbe la loro testa.ah la coerenza,parola sconosciuta..

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