Ben venga l’interessamento dell’on. Bratti, ma non basta!
Che nel sottosuolo dei nostri territori ci sia metano ed anche in minor misura petrolio lo sappiamo da sempre, tanto che nei decenni prima del 1965 bastava una perforazione di pochi metri, per poterlo usare, poi causa l’abbassamento del suolo, una severa normativa la vietò, oltre a limitare e rendere quasi impossibile fare pozzi per attingere acqua ad uso privato, proprio per non incentivare il bradisismo.
Ma come spesso accade in questa nazione, il divieto non è valso per tutti, tanto che da decenni esistono nel territorio pozzi industriali di estrazione di metano, e (in minore quantità) petrolio.
Al largo del mare di Ravenna (dove è avvenuto il terremoto nei giorni scorsi) ci sono due piattaforme per l’estrazione di metano, altri nove pozzi sono ubicati a: Spilamberto, San Cesario sul Panaro, Modena, Bazzano, San Possidonio, Novi, Savignano, Castelnuovo, Mirandola.
Queste estrazioni hanno dato nell’anno 2011 alla nostra Regione un’entrata di € 9.026.555,37 ed ai comuni citati €128.052,07.
Sarà solo un caso che quasi la totalità dei 1400 epicentri, si sono sviluppati nelle zone attorno o vicine ai punti estrattivi?
Certo è che viviamo in una zona assai delicata, e come principio di precauzione, abbiamo tutti il preciso dovere di evitare tutto ciò che potrebbe creare distruzione di vite e beni.
Quindi chiediamo all’onorevole Bratti di andare oltre, bisogna chiudere per sempre questi pozzi estrattivi, e che intervenga e si faccia portavoce in tal senso presso la Regione e il Governo.
Per Legambiente Alto Ferrarese
Nelson Zagni