
(foto di Matilde Morselli)
In relazione al problema della raccolta e del trasporto delle macerie nelle zone del terremoto sollevato da Udc e M5S, la giunta dell’Emilia-Romagna precisa che il servizio è garantito, su richiesta dell’Amministrazione comunale, dai gestori del servizio pubblico e non è a carico del cittadino e dell’imprenditore. Nel decreto del governo sulla ricostruzione in vigore da ieri, è previsto lo stanziamento di un milione e mezzo destinato a tal fine. In particolare, in Emilia il materiale potrà essere anche recuperato dopo una selezione presso impianti che sono stati già individuati nel decreto stesso.
Per quanto riguarda invece l’allarme lanciato dalla Commissione nazionale Grandi Rischi (leggi), la Regione ha ottenuto dal Governo il potenziamento immediato delle risorse da mettere in campo. È previsto infatti un ulteriore rafforzamento, con l’arrivo di un contingente di 300 unità, dei vigili del fuoco, che saranno destinate all’accelerazione delle fasi di verifica sulle diverse tipologie di edifici, anche finalizzate alla rapida conclusione della fase di messa in sicurezza preventiva degli stessi.
Ci saranno inoltre l’attivazione, da parte del dipartimento nazionale della protezione civile, in collaborazione con le università, gli ordini professionali e i comuni, del maggior numero possibile di tecnici professionisti nelle zone colpite dal sisma per accelerare ulteriormente le verifiche di agibilità delle strutture; e l’attivazione di un contingente militare per aumentare il presidio, ai fini della pubblica sicurezza, in particolare nelle zone rosse dei centri abitati colpiti, come richiesto dagli stessi sindaci.
Saranno valutate infine, d’intesa tra il commissario, il comitato istituzionale e il dipartimento per la protezione civile, ulteriori misure organizzative atte a creare più efficaci presidi di accoglienza nell’ambito delle aree interessate.
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