Lettere al Direttore
29 Maggio 2012

Comacchio simbolo degli sbagli del Pd

di Redazione | 6 min

Il voto amministrativo appena conclusosi presenta, in via generale, alcune peculiarità comuni:

a)                  Pdl e Lega perdono consensi in maniera consistente (l’unico vero vincitore della Lega Nord è Tosi);

b)                 i consensi ottenuti dal Terzo Polo potremmo indicarli come ininfluenti;

c)                  nel  Centro Sinistra sono riscontrabili forti differenze territoriali: al Nord perde circa un quinto dei suoi consensi, nella Zona rossa contiene le perdite in linea con la media nazionale, mentre al Centro-Sud avanza significativamente;

d)                 il  Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo  è riuscito a conquistare 4 comuni, tra cui quello di Parma con una maggioranza schiacciante.

e)                  l’astensionismo spalanca di nuovo le porte ai ragionamenti sulla disaffezione dalla politica, per giunta al tempo della crisi (vedi il secondo turno di voto, al quale si è presentato soltanto poco più del 51% degli aventi diritto). E senza considerare gli shock, non solo emotivi, dell’attentato di Brindisi e del terremoto che sta ancora mettendo paura al Centro-Nord.

Il Centro Sinistra vince dove presenta un candidato “giovane” scelto dall’elettorato con le primarie e con un programma teso alla salvaguardia dei beni comuni, in sostanza laddove sono salvaguardate  da parte dei partiti le esigenze degli elettori. Risulta pertanto perdente l’imposizione di un candidato “di apparato” ed ancorato a vecchi schemi (vedi Parma); d’altro canto dovrebbe esserci una buona presa di coscienza che a vincere queste elezioni è stata la sfiducia degli italiani nei confronti della politica, sfiducia dimostrata ampiamente dall’astensionismo.

Un “modello” in questo senso è il comune di Comacchio in cui il PD ha commesso, a livello locale, provinciale e regionale una serie di sbagli.

Eloquenti in questo senso sono le stesse percentuali di voto: Fabbri 69,24% contro il 30,75% raccolto dalla coalizione di Pierotti.

Il comune di Comacchio è stato individuato come un “laboratorio” politico per sperimentare un progetto “neocentrista” con l’obiettivo di sconfessare l’alleanza sancita con la foto di Vasto.

Si è inteso dare con molta probabilità anche una sorta di legittimazione elettorale a quello che accade ormai da tempo anche nel Comune di Ferrara dove lo schema “neocentrista” è già attivo, dal momento che il centro destra molto spesso vota con il PD. Quest’ultimo, per esempio, in spregio alla volontà espressa dai cittadini per l’acqua bene comune, si è dimostrato sordo alla legittima richiesta di tradurre in atti concreti i risultati referendari. Pesa, inoltre, nel Comune capoluogo di Provincia la decisione relativa all’esternalizzazione dei servizi scolastici rivolti all’infanzia su cui nutriamo dei dubbi sia riguardo l’economicità dell’operazione per le famiglie che riguardo il tema della salvaguardia dei diritti dei lavoratori. In Provincia, poi, abbiamo assistito ad un “cambiamento di maggioranza” con l’estromissione  del vicepresidente IDV  Massimiliano Fiorillo da parte della Presidente Marcella Zappaterra con la giustificazione della fine di un rapporto di fiducia reciproca e di condivisione dello stile istituzionale della giunta.

A Comacchio questa realtà si è tradotta in un’alleanza avulsa dalla realtà sociale proponendo schemi perdenti e, soprattutto, personalità politiche che nelle precedenti giunte si sono rese  responsabili di scelte politiche infruttuose per la popolazione oltre che avere conflitti d’interesse.

Sono, tra l’altro, state proposte soluzioni “datate” a problematiche irrisolte della città lagunare. In sostanza non si è prestata la dovuta attenzione al ricambio/rinnovamento della classe politica locale in modo da interpretare e dare sostanza alla domanda di democrazia partecipata che sempre più prepotentemente viene dalla società. Il voto/non voto espresso a Comacchio, come in altre realtà, ha “premiato” chi ha interpretato e dato sostanza alla domanda di democrazia partecipata che sempre più prepotentemente viene dalla società: Movimento cinque stelle, Centrosinistra per Comacchio,  Voce giovane per Comacchio

A nostro avviso queste ultime non avranno difficoltà a tenere aperto  un franco e disinteressato dialogo tra di loro e con la cittadinanza per la rinascita di Comacchio. Dobbiamo tornare ad occuparci dei territori e dei problemi che soffocano l’esistenza dei cittadini. L’indignazione dei cittadini italiani non è manifestazione di antipolitica ma la richiesta di un profondo rinnovamento dei partiti e del loro ruolo per la realizzazione di una democrazia più diffusa e per la rinascita del nostro Paese. Quanto prodotto per le elezioni comacchiesi  nella città lagunare con lo stimolo delle Federazioni provinciale e regionale del PD, causerà ulteriore instabilità sociale e politica superabile solo se il PD, certamente uno dei nostri interlocutori, rifletterà ed agirà conseguentemente rivedendo le  decisioni assunte ed interpretando gli avvenimenti comacchiesi in modo realistico e non fatalistico ed autoassolutorio così come riferito dalla stampa locale in merito alla direzione provinciale di giovedì scorso . Dovrà cambiare il rapporto tra le forze politiche ed i movimenti, associazioni e cittadini  aprendo al dialogo franco ed aperto, senza sudditanze.

SEL ritiene che queste forze possano e debbano dialogare per contribuire con competenza alla costruzione di soluzioni credibili ed eque per le questioni fondamentali che attendono da troppo tempo una risposta: la questione lavoro (la madre delle questioni), la giustizia e l’inclusione sociale, il rilancio della cultura come motore di rinascita sociale ed economica, l’emergenza ambientale, la lotta serrata all’evasione fiscale, la questione dei beni comuni, i fenomeni migratori e l’accoglienza, l’integrazione e la multiculturalità, un servizio sanitario di eccellenza su tutto il territorio provinciale che tenga conto del fatto che gli ospedali non sono e non devono essere gli unici erogatori di assistenza.

Il tema dei trasporti è poi di grande attualità: bisognerà saper coniugare il diritto alla mobilità garantito dall’art. 16 della nostra carta Costituzionale e dalla Carta dei diritti dell’Unione europea (art. 9) con il diritto alla salute  e alla sicurezza (ribadito dall’art. 16 della costituzione) ed alla tutela dell’ambiente. Riflettere sulla sostenibilità dei trasporti significa parlare anche della improbabile  utilità di infrastrutture quali Cispadana e  idrovia. È lecito inoltre chiedersi quale autonomia possano avere i nostri Comuni rispetto alle multiutilities, visto che i politici sono presenti nei CDA e ci chiediamo se non sia il momento di programmare un percorso che riporti alla gestione pubblica di acqua, energia e rifiuti. Altro fondamentale tassello su cui riflettere è la gestione della “filiera” dei rifiuti, seguendo esempi virtuosi che in Italia non mancano e valutando come e se , sia possibile coniugare la sostenibilità ambientale con l’incenerimento dei rifiuti. Inoltre su quali settori economici e servizi dobbiamo puntare per accrescere l’occupazione? A Ferrara come in Italia un’intera generazione di giovani uomini e donne è in cerca di un lavoro qualificante. Perché non progettare a  partire dal livello Locale, per estenderlo a livello Provinciale, Regionale e Nazionale un grande piano per il risanamento ambientale? Perché non finalizzare e spendere risorse significative  per costruire nuove opportunità di lavoro per i giovani e contemporaneamente ripristinare il territorio con opere pubbliche finalizzate alla prevenzione ambientale?

Federazione provinciale Sinistra Ecologia e Libertà Ferrara, Coordinamento provinciale

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