“Nessun cittadino deve sentirsi abbandonato” perché le istituzioni “non dimenticano” sofferenze e problemi. Così il messaggio agli emiliani del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
“Nessun cittadino, nessuna persona, nessuna famiglia che ha subito danni o addirittura lutti, nelle zone terremotate dell’Emilia, deve sentirsi abbandonato” perché le istituzioni “non dimenticano” sofferenze e problemi. Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano in una telefonata al presidente della Regione Vasco Errani. A Errani, che lo ha aggiornato sulla situazione delle località colpite dal sisma, Napolitano ha sottolineato che “le istituzioni democratiche, lo Stato in tutte le sue espressioni, la comunità nazionale non dimenticano quelle sofferenze e quei problemi, e non mancheranno di far sentire la loro vicinanza e solidarietà anche attraverso gli interventi da adottare in coerenza con gli impegni già formalmente assunti”.
“Questo ci dà la certezza – ha commento Errani – dell’impegno di tutti i livelli della Repubblica affinché in questa emergenza nessuno venga lasciato solo. E’ essenziale che questa scelta si concretizzi rapidamente in atti di governo per affrontare al meglio le urgenze di questi giorni e accelerare al massimo i tempi della ripresa lavorativa e produttiva e della ricostruzione, per i danni ai cittadini, alle imprese, ai beni culturali, agli enti locali”.
“Tutto ciò sarà possibile – conclude Errani – e con scelte coerenti e con una forte volontà comune, come evidenzia con grande chiarezza il messaggio del presidente Napolitano”.
Scelte coerenti che, nei pensieri di via Aldo moro, devono essere contenute in un decreto che definisca tutti gli interventi urgenti in Emilia-Romagna per affrontare la seconda fase dell’emergenza terremoto. La giunta regionale, su proposta del presidente Vasco Errani e in relazione all’incontro di venerdì scorso con le istituzioni e le parti sociali, ha definito ieri pomeriggio i punti fondamentali per mettere in sicurezza il territorio, avviare la ricostruzione e far ripartire le imprese ed il lavoro nei territori colpiti dal sisma.
Nel dettaglio, la Regione chiede al Governo di prevedere, come primo provvedimento, la sospensione delle imposte, dei tributi e dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria per i cittadini e le imprese (industria, agricoltura, artigianato, commercio e turismo) delle zone colpite dal terremoto.
Sul versante delle imprese e per favorire la ripresa delle attività si chiede, inoltre, la disponibilità delle garanzie offerte dal fondo centrale per favorirne la liquidità a breve e la disponibilità di finanziamenti a lungo termine, e un fondo di risorse dedicato a tasso zero per gli interventi di ricostruzione, ripristino e messa a punto dei beni danneggiati.
Secondo la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, inoltre, sono necessarie nell’immediato la proroga sia degli sfratti sia dei termini per l’ultimazione degli impianti fotovoltaici e di energia rinnovabile; la sospensione dei pagamenti delle rate di tutti i mutui e finanziamenti e l’esclusione dal patto di stabilità degli enti locali colpiti, nonché delle scadenze dei progetti previsti da provvedimenti nazionali, come quello sui distretti produttivi.
Per l’agricoltura, tra gli altri provvedimenti , la Regione chiede al Governo di anticipare a luglio l’erogazione alle aziende del “Premio Unico Pac” normalmente previsto per dicembre e di concordare con Bruxelles il finanziamento di un bando straordinario per ritirare una quota delle forme di parmigiano-reggiano.
Infine, per le abitazioni, la Giunta regionale chiede che sia definito dal Governo un plafond a tasso agevolato per la ricostruzione, che si vada ad aggiungere alle richieste di indennizzo a fondo perduto. In ogni caso questa serie di provvedimenti, che nei prossimi giorni dovranno essere definiti con il Governo, “dovranno consentire a tutti – commenta l’amministrazione regionale – di ripartire senza lasciare indietro nessuno”.
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