
Francesca Cappelletti
Martedì 22 maggio alle ore 17.30, pressola Sala degli Stemmi del Castello Estense, si terrà un nuovo appuntamento organizzato dalla Fondazione Ermitage Italia dal titolo “Artemisia Gentileschi. Voce e pittura”.
Dopo l’introduzione di Francesca Cappelletti, co-direttore scientifico di Fondazione Ermitage Italia e docente del dipartimento di scienze storiche di Unife, sarà Francesco Solinas, curatore delle mostre su Artemisia recentemente tenutesi al Palazzo Reale di Milano e al Musée Maillol di Parigi, a parlare dell’opera della Gentileschi in rapporto alla scoperta di lettere inedite, da lui stesso rinvenute negli archivi fiorentini, che gettano nuova luce sulla personalità dell’artista. L’incontro sarà accompagnato dalla lettura di alcune di queste missive da parte dell’attrice bolognese Angela Baraldi, che restituirà per un momento la voce a una delle grandi donne del Seicento europeo, piena di talento e di coraggio.
“La figura e l’opera di Artemisia Gentileschi – spiega Francesca Cappeletti – la pittrice romana che conobbe una fama straordinaria già nell’epoca in cui visse, hanno goduto di una recente grandissima fortuna, dovuta alle mostre, agli studi e alle nuove ricerche ma anche al successo di biografie e romanzi che ne hanno ricostruito in maniera appassionata la vita. Artemisia era figlia di Orazio Gentileschi, pittore di formazione toscana ma fra i primi seguaci di Caravaggio a Roma, capace di fondere l’intenso luminismo derivato dai modelli caravaggeschi con l’eleganza lineare del disegno fiorentino del tardo Cinquecento. Artemisia si forma come pittrice nella casa del padre, in via Margutta, fra artisti, modelli, appassionati di pittura, un entourage spesso frequentato da personaggi equivoci e pericolosi, che sembrano tessere intorno alla giovane quella rete che la porterà a fidarsi di Agostino Tassi, il pittore imprenditore, collaboratore anche di Orazio, protagonista, insieme a lei, del processo per stupro del 1611. Anche dalle deposizioni del processo si evince “la passione di Artemisia”, per citare il titolo di un romanzo di successo di cui l’artista è protagonista: la pittura. Aveva cominciato da giovanissima a dimostrare il suo talento e anche per lei, nei primi anni del secolo, il pittore di riferimento non poteva che essere Caravaggio: naturalismo, pittura dal modello, effetti di chiaroscuro. Dopo il drammatico processo, Artemisia abbandona Roma per Firenze e viaggiando poi in Italia e in Europa, costruisce la sua fama di pittrice”.
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