Economia e Lavoro
18 Maggio 2012
L'allarme dai sindacati: calano i cantieri, crescono le richieste di cassa integrazione

Edilizia a picco, “bisogna fare squadra”

di Redazione | 3 min

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Settore edile a picco: in provincia di Ferrara – dal 2008 ad oggi – i lavoratori impiegati sono calati del 40%, le imprese attive del 30%. Da 5500 addetti si è passati a 2000, numero approssimativo che non significa occupazione garantita: di questi 2000 tanti sono gli operai impegnati solo temporaneamente, in cantieri che restano aperti solo pochi mesi.

Questi gli sconfortanti dati forniti dai sindacati, che congiuntamente chiedono alle amministrazioni pubbliche e ai locali istituti di credito maggiore apertura nei confronti di un comparto che, sottolinea il segretario Feneal – Uil Carlo Rivetti, “nel 2008 movimentava il 10% del Pil provinciale, e che ora vive un momento catastrofico”.

Sono quattro le criticità fondamentali appuntate dai rappresentanti delle associazioni di categoria: la politica delle banche locali, che avrebbe fortemente ridotto l’accesso al credito, il mancato investimento edilizio delle amministrazioni costrette a “tirare la cinghia” per rispettare il patto di stabilità, l’assenza di un organismo di controllo coordinato che limiti il lavoro irregolare e la conseguente concorrenza sleale, operata dalle aziende che riducono i costi non rispettando i diritti e la dignità dei lavoratori.

“A livello regionale Ferrara risulta essere la provincia più penalizzata dal punto di vista dell’accesso al credito – prosegue Rivetti -: rispetto agli scorsi anni i mutui sono stati tagliati di circa il 40%”. L’unico dato sul quale non si abbatte la scure del segno meno è –conseguenza ovvia – quello relativo alle richieste di cassa integrazione: “nei primi sei mesi del 2012 le richieste sono diminuite in quasi tutti i settori, per l’edilizia invece sono aumentate. Rispetto all’aprile 2011 si segnala infatti una crescita del 43%”.

Gli unici cantieri di una qualche rilevanza attualmente aperti sembrano essere, in provincia, quello relativo al primo lotto dell’Idrovia e quello dedicato al completamento della tangenziale ovest. “Ma per quest’ultimo l’apertura è solo formale, nulla di concreto è stato ancora avviato” puntualizza il segretario Uil.

Sandro Guizzarti, di Fillea Cgil, si sofferma sulla necessità di un’osservatorio sulla regolarità delle condizioni di lavoro: “vincere gli appalti al massimo ribasso significa spesso lasciare gli operai a mangiare seduti per terra, senza servizi igienici: una vergogna per la dignità dei lavoratori”. L’insieme di questi fattori – disoccupazione, lavoro nero o grigio, assenza di prospettive – crea quello che Sauro Cazzoli, di Filca Cisl, definisce “un profondo malessere sociale, da non sottovalutare”. Da qui la richiesta, comune a tutte e tre le sigle, di maggiore apertura da parte degli istituti di credito, e di maggiore attenzione da parte delle amministrazioni.

“Solo il lavoro di squadra potrà aiutare questo settore, e solo con la ripresa di questo settore si potranno avviare cambiamenti più profondi e diffusi all’intero territorio provinciale”, conclude Cazzoli.

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