Edilizia a picco, “bisogna fare squadra”
L'allarme dai sindacati: calano i cantieri, crescono le richieste di cassa integrazione
Settore edile a picco: in provincia di Ferrara – dal 2008 ad oggi – i lavoratori impiegati sono calati del 40%, le imprese attive del 30%. Da 5500 addetti si è passati a 2000, numero approssimativo che non significa occupazione garantita: di questi 2000 tanti sono gli operai impegnati solo temporaneamente, in cantieri che restano aperti solo pochi mesi.
Questi gli sconfortanti dati forniti dai sindacati, che congiuntamente chiedono alle amministrazioni pubbliche e ai locali istituti di credito maggiore apertura nei confronti di un comparto che, sottolinea il segretario Feneal – Uil Carlo Rivetti, “nel 2008 movimentava il 10% del Pil provinciale, e che ora vive un momento catastrofico”.
Sono quattro le criticità fondamentali appuntate dai rappresentanti delle associazioni di categoria: la politica delle banche locali, che avrebbe fortemente ridotto l’accesso al credito, il mancato investimento edilizio delle amministrazioni costrette a “tirare la cinghia” per rispettare il patto di stabilità, l’assenza di un organismo di controllo coordinato che limiti il lavoro irregolare e la conseguente concorrenza sleale, operata dalle aziende che riducono i costi non rispettando i diritti e la dignità dei lavoratori.
“A livello regionale Ferrara risulta essere la provincia più penalizzata dal punto di vista dell’accesso al credito – prosegue Rivetti -: rispetto agli scorsi anni i mutui sono stati tagliati di circa il 40%”. L’unico dato sul quale non si abbatte la scure del segno meno è –conseguenza ovvia – quello relativo alle richieste di cassa integrazione: “nei primi sei mesi del 2012 le richieste sono diminuite in quasi tutti i settori, per l’edilizia invece sono aumentate. Rispetto all’aprile 2011 si segnala infatti una crescita del 43%”.
Gli unici cantieri di una qualche rilevanza attualmente aperti sembrano essere, in provincia, quello relativo al primo lotto dell’Idrovia e quello dedicato al completamento della tangenziale ovest. “Ma per quest’ultimo l’apertura è solo formale, nulla di concreto è stato ancora avviato” puntualizza il segretario Uil.
Sandro Guizzarti, di Fillea Cgil, si sofferma sulla necessità di un’osservatorio sulla regolarità delle condizioni di lavoro: “vincere gli appalti al massimo ribasso significa spesso lasciare gli operai a mangiare seduti per terra, senza servizi igienici: una vergogna per la dignità dei lavoratori”. L’insieme di questi fattori – disoccupazione, lavoro nero o grigio, assenza di prospettive – crea quello che Sauro Cazzoli, di Filca Cisl, definisce “un profondo malessere sociale, da non sottovalutare”. Da qui la richiesta, comune a tutte e tre le sigle, di maggiore apertura da parte degli istituti di credito, e di maggiore attenzione da parte delle amministrazioni.
“Solo il lavoro di squadra potrà aiutare questo settore, e solo con la ripresa di questo settore si potranno avviare cambiamenti più profondi e diffusi all’intero territorio provinciale”, conclude Cazzoli.
7 Commenti in: “Edilizia a picco, “bisogna fare squadra””
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Vero, c’è la crisi, pochi costruiscono, ed ancor meno ristrutturano. Ma c’è anche una fuga dal settore, penalizzato da regole, leggi, leggine, e decreti che rendono impossibile essere in regola.
Un esempio ? non puoi più innalzare un’impalcatura, devi fare un corso, l’ennesimo, ancora una scusa per spennarti. Io faccio l’artigiano da trentacinque anni, mi diceva un amico, sto impazzendo in un meandro di leggi che, caotiche, chiunque ti può contestare, sembra lo facciano apposta per multarti, senza contare gli aggravi dei corsi, tenuti da persone a cui io, potrei insegnare. E’ un continuo succhierti il sangue (denaro), ma ormai siamo tutti alla frutta. Si chiude. Così non va, ed i segnali sono di netto peggioramento.
Sergio Baroni
Segretario Provinciale La Destra – Ferrara -
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Non e’ colpa di un corso che l’ artigiano o le imprese debbono ” subire” ( chi ti ritrovi come insegnante spesso non sa un c…. delle reali problematiche ), ma e’ colpa dell’ intero sistema. La causa princi
…CI SON TROPPE CASE SFITTE….E INUTILIZZATE…..BASTA COSTRUIRE!
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Cioè cosa proponete?? Abbassare i prezzi di quelle schifezze di manufatti succhia-energia che costruite oppure abbatterne qualcuno? L’edilizia (così com’è concepita oggi, cioè solo speculazione) è FINITA.
Fatevene una ragione. O cominciate a costruire con valori aggiunti, efficienza energetica, energie rinnovabili, urbanistica di valore collettivo, stop consumo territorio, o è inutile che veniate a frignare sui quotidiani.
Sindacati, ma cosa sapete dell’edilizia, cosa rappresentate o chi rappresentate, sul campo servono imprenditori, muratori e piccoli e medi artigiani gente che conosce i sacrifici che cercano di tenere uniti la propria Azienda, sindacati cercate di evitare che la Camera di Commercio conceda partite iva a gente che vuole fare il muratore senza sapere la differenza tra una cazzola e un secchione.
Giusto! Perchè non provate a comprarvi la SPAL? E’ in liquidazione tra l’altro. “Sandro Guizzarti, di Fillea Cgil, si sofferma sulla necessità di un’osservatorio sulla regolarità delle condizioni di lavoro” – Ancora più giusto: faccia lui un’impresa e dia l’esempio.
Quello della casa era un mercato drogato. Più che costruire bigonava e bisogna ristrutturare e consolidare. Sisma docet.