
Ferrara si riscopre animalista: oltre 2100 le firme raccolte contro la vivisezione dal presidio organizzato nel pomeriggio di ieri in piazza Trento e Trieste dai volontari di FerraraVeg e Venus in Fur. Un risultato che sorprende gli stessi attivisti, che non immaginavano tanta attenzione da parte della cittadinanza in un giorno feriale. Il banchetto è stato infatti a disposizione a partire dalle 14.30. Avrebbe dovuto chiudere alle 18.30 ma “abbiamo faticato ad andarcene, perché continuavano ad arrivare persone che volevano firmare, ma che non erano potute passare prima perché ancora al lavoro”.
A raccontare con soddisfazione l’esito della manifestazione è il presidente di Ferraraveg Cristian Romanin, che spiega l’importanza dell’iniziativa svolta contemporaneamente in tutte le piazze d’Italia: “l’allevamento GreenHill, sotto i riflettori dell’opinione pubblica a causa della protesta animalista di pochi giorni fa, è l’ultima roccaforte italiana per la vivisezione. Non la pratica – da questo punto di vista la struttura di Montichiari è legalmente a norma – ma alleva i cani da portare all’estero per questo scopo. Gli emendamenti presentati oggi in Senato potrebbero vietare definitivamente l’allevamento e la vendita di animali per fini scientifici”.
L’adesione delle piazze italiane alla mobilitazione animalista è stata molto intensa, ma – avverte Romanin – “la pressione delle lobby farmaceutiche è enorme: attorno a queste tematiche ruotano interessi enormi”. Da qui la necessità di organizzare la mobilitazione nazionale. Al presidio ferrarese presente anche Beata Stawicka, l’istruttrice di nuoto di residente a Ferrara, arrestata assieme ad altre undici persone nel blitz del 28 aprile, quando gli animalisti liberarono i cani dai capannoni di Montichiari. Non ha rilasciato dichiarazioni, ma portava sulla maglietta una scritta sicuramente eloquente: “il mio cane è un beagle”.
“Green Hill più volte ha fatto richiesta per aumentare di numero i propri cinque capannoni, ma le autorità hanno sempre rigettato le domande dell’azienda – conclude il presidente di FerraraVeg -. Se venissero adottati gli emendamenti al testo dell’articolo 14, per il recepimento della direttiva europea sulla sperimentazione animali, migliorerebbe la situazione italiana. Ma non bisogna sottovalutare il fatto che la delocalizzazione avviene anche in questo settore. Green Hill, non riuscendo ad allargarsi a Montichiari, sta provvedendo ad espandere la propria attività in Cina”. Dagli organizzatori del presidio soddisfazione dunque per la larga adesione del pubblico ferrarese, ma anche un monito più generale a non abbassare la guardia sulla tutela dei diritti degli animali.
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