Un parco per Benigno Zaccagnini

Al parlamentare verrà intitolata per il Primo Maggio l'area verde di viale Orlando Furioso

Prosegue il programma delle celebrazioni cittadine per il 67° anniversario della Liberazione, curato dal comitato costituito da Prefettura, Comune e Provincia di Ferrara assieme alle altre istituzioni e associazioni del territorio. Tra i principali appuntamenti dei prossimi giorni spicca in particolare l’intitolazione dell’area verde di viale Orlando Furioso al parlamentare Benigno Zaccagnini, che si terrà martedì alle ore 11 a cura del sindaco Tiziano Tagliani.

Benigno Zaccagnini nacque a Faenza il 17 aprile 1912 e morì a Ravenna il 5 novembre 1989. Fu medico chirurgo, parlamentare, segretario della Democrazia Cristiana dal 1975 al 1980. Negli anni del regime fu giovane dirigente di associazioni cattoliche, ma già nel 1934 fece la sua scelta antifascista. Mobilitato nella seconda guerra mondiale, prestò servizio nei Balcani come ufficiale medico. Rientrato dalla Jugoslavia alla fine del 1943, Zaccagnini diresse a Ravenna un movimento clandestino di ispirazione “cristiano sociale” (che sarebbe poi confluito nella Dc), schierato decisamente con la resistenza. Non a caso, nel marzo del 1944, con la fondazione del Cln provinciale di Ravenna, comunisti, repubblicani e anarchici chiamarono “Tommaso Moro” (questo il nome di copertura del medico antifascista), a presiederlo. Per tutta la durata della guerra di liberazione, Zaccagnini svolse un’appassionata attività resistenziale. Antifascista senza compromessi, sostenne la lotta armata della brigata Garibaldi “Ravenna”, della quale entrò a far parte. Nell’immediato dopoguerra, il medico partigiano diventò il segretario della sezione ravennate della Dc e presidente della Federazione provinciale coltivatori diretti. Nel 1946 fu membro dell’Assemblea Costituente e dal 1948, eletto al parlamento, fu riconfermato per le successive legislature. Per oltre 40 anni, Zaccagnini ebbe importanti ruoli legislativi e di governo e, dal 1975 al 1980, fu segretario nazionale della Dc. La sua carriera politica fu stroncata dal rapimento e dall’uccisione dell’amico Aldo Moro a opera delle “Brigate rosse”, essendo Zaccagnini, con i comunisti, sostenitore della “linea della fermezza” nei confronti dei rapitori. Alla morte di “Un riformista con l’animo del rivoluzionario” – titolo della biografia scritta da Corrado Belci -, l’orazione funebre fu tenuta da Arrigo Boldrini “Bulow”. Sulla casa di Ravenna dove Zaccagnini visse, una lapide ne ricorda “l’apostolato nell’Azione cattolica, per la frontiera della libertà nella resistenza, per la politica come servizio nel Paese”. Strade sono intitolate a Zaccagnini a Ravenna, Faenza, Brisighella e in altri comuni. Porta il suo nome l’Istituto, fondato nel 1977 a Bologna, che è considerato una delle realtà più attive nello sviluppo scientifico della professione di ottico e optometrista.

 

4 Commenti in: “Un parco per Benigno Zaccagnini”


  • e p ha scritto il 1 maggio 2012 alle 1:59

    Dunque avremo parco Zaccagnini a Ferrara e via Aldo Moro a Cona…. Un po’ in ritardo con i tempi!

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  • roberto baldisserotto ha scritto il 1 maggio 2012 alle 6:21

    era una persona veramente   onesta   in gamba  ,  non saremmo  sul lastrico  se  non lo avessero messo  in un angolino  i sui  compagni  di partito   De  Mita  Andreotti  e Forlani   e tutta  una galassia  di  servi  incapaci  buoni  a nulla  corrotti   che  han  segnato  la fine  della prima Repubblica  ma  creato   i  presupposti   strutturali  per  impennare  i costi  della  macchina statale  . Non  è  vero  che  la sua carriera  fu  stroncata  dal rapimento  e uccisione di Moro , anzi  il  contrario  perchè   Zaccagnini   era  portatore  degli  stessi  valori  di Moro  ,  andava  appoggiato  . L’omicidio  di Moro   lasciò   campo  libero  agli  andreottiani   che si guardarono  bene  dal  vendicare  Moro  sostenendo  Zaccagnini  . Prese il potere ,l’anima furba  del partito    , la seconda Repubblica si è solo  ”limitata”  a  continuare   la ”politica” della prima .

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  • roberto baldisserotto ha scritto il 1 maggio 2012 alle 7:08

    Il progetto  politico  di  Aldo Moro  dava  molto  fastidio ,non solo  alle br  , han tentato di  ucciderlo  in altre due occasioni   , doveva sembrare  un incidente  o  un  caso ,   
    http://www.fidae.it/news/moro.pdf

    Va detto  anche   che  nel 2009 Massimo  Ciancimino    dichiarò  che Zaccagnini  fece pressione  su  suo padre Vito per non liberare  dalla  prigionia  Aldo  Moro , disse  che la  mafia sapeva  dove  era la prigione di  Moro  , io  non credo  a questa cosa ,  anche perchè se fai una dichiarazione del genere  devi   anche provare  quello  che dici . Certamente  Zaccagnini   fu  difensore  della linea  dura  nei confronti  dell’amico  Moro che gli scrisse una durissima lettera  dalla  prigionia   .

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  • andrea rossi ha scritto il 2 maggio 2012 alle 10:07

    è stata una cerimonia molto bella. grazie a tutti quanti gli intervenuti.

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