lun 23 Apr 2012 - 255 visite
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Nelle sale il film ‘romano’ di Woody Allen

Omaggio visivo di un ‘innamorato’ alla Città Eterna, vera protagonista della pellicola

Arriva nelle sale ferraresi To Rome with love, l’ultimo film di Woody Allen, che è realmente l’omaggio visivo di un ‘innamorato’ alla Città Eterna, vera protagonista della pellicola.

 

Quel fantastico story-teller di Woody riesce ad intrecciare – senza far perdere la testa allo spettatore – alcune storie un po’ paradossali, un po’ di vita vissuta, saggi esperienziali di esistenza che per una volta in più paiono stabilire che ripeness is all, per dirla con Shakespeare, Maturità è tutto.

 

Certo in questo ingegnoso meltin’pot, pur non eccelso, la parte che prevale per intelligenza ed acutezza, è la geniale trovata del cantante lirico mancato che riesce ad essere grande solo nella doccia, oggetto che diventa parte integrante della scena teatrale musicale: solo così lui potrà cimentarsi ed ottenere un successo di sicuro senza ‘precedenti’.

 

Ma è l’interpretazione sempre al top di Woody, affiancato da una sempre grande Judy Davis – quasi un suo alter ego in gonnella, dunque compagna perfetta di vita nella finzione del film – che gli traduce in ‘precursore di eventi cultural-teatrali’ la critica dei giornali dopo la rappresentazione della sua strana regia che lo definiscono un minus habens : in realtà, lui, Woody, è il solito acuto, arguto plus habens, che riesce a far recitare dignitosamente persino i nostri italiani davvero non multum habentes (dotati) drammaturgicamente – e non li si cita per dignità.

 

Certo Benigni ed Albanese salvano l’onore italiano, non se ne dubita, mentre Penelope Cruz, nella sua seconda volta con Woody – dopo Vicky Cristina Barcelona del 2008 – è sempre carica di vitalità, magnifica nella sua intensa carnalità, ancora spontanea come nel ‘lontano’ Prosciutto Prosciutto, di Bigas Luna, del 1992.

 

Ma per tornare ellitticamente all’incipit sarà giusto ribadire che l’omaggio cine-amoroso di Woody rende Roma primattrice, come nella Tempesta di Giorgione è il paesaggio, non i personaggi, il vero fulcro dell’opera: la m.d.p. accarezza piazzette raccolte, trattorie dove ancora si mangia  all’aperto mentre – par di vederlo – soffia il ponentino del Rugantino di Renato Rascel  prima e di Gigi Proietti poi, dove le 99 fontane di Villa d’Este, a Tivoli,  fan da sfondo ad un bacio tra giovani innamorati quant’altri mai, dove la scalinata di Trinità de’ Monti, luogo immortale, è ‘ritratta’ di giorno e di notte con dolcezza e,  buon ultimo, il giro a 360° che la m.d.p. fa tutt’intorno alle Chiese gemelle di piazza del Popolo, ai piedi del Pincio, sarebbe piaciuto al nostro Michelangelo Antonioni (quello di Aldilà delle nuvole) che lo fa nel Quadrivio di Biagio, nella sua Ferrara, e nella sua ‘poesia dell’angolo’ di Palazzo dei Diamanti o Palazzo Prosperi, come diceva lo Zevi.

 

E per chiudere un’altra ellissi Woody, regista-occhio-di-Dio-ariostesco, come attore , abbandona sempre meno – molto evidente anche nell’intervista per la presentazione del film in Italia passata in tv a lui ed a Benigni – il suo sguardo triste, un po’ vacuo che par guardare lontano, sempre più lontano: tutto si aggiusta, alla fine, par voler dire, in un modo o nell’altro, il plus habens.

 

To Rome with love

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  • Mimmo di Milano

    Incensare  questo film solo perché e’ di Allen significa soggiacere al luogo comune e alla banalita’.
    Sono un fan di questo grande regista, ma devo dire che il film e’ noioso, banale recitato male e non mostra Roma come veramente e’, ma come la vedono gli americani che conoscono solo Piazza di Spagna, Fontana di Trevi e il Colosseo.
    Woody ha fatto ben altro con Parigi.
    Questo film risulta solo una operazione commerciale di dubbio gusto ed ha incassato bene nei primi due giorni perché non ancora pubblicizzato negativamente dal passaparola, vero arbitro
    del successo di un film.

  • http://deleted marmotta

    oggi ho visto il film ,anch io amo allen ,la storia anzi le storie sono divertenti ,in alcune parti è recitato e doppiato così così ,albanese mi è piaciuto e benigni più che recitare si diverte,penelope cruz si fa notare come sempre ,molto più bello quello a parigi cmq,,,questo si,,