mar 24 Nov 2009 - 769 visite
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Ppf chiede consiglio straordinario sul monopolio Hera

Tavolazzi: "È giunto il momento di voltare pagina"

00016512-originalDopo averla spuntata con reti Gas e crisi, Progetto per Ferrara torna alla carica per chiedere un altro consiglio straordinario. Questa volta però difficilmente la proposta della civica raggiungerà l’unanimità, visto che oggetto della riunione dovrebbe essere il “monopolio Hera”.

È Valentino Tavolazzi a segnalare una “situazione anomala”, nella quale “chi dovrebbe essere indirizzato e controllato (Hera), in realtà decide le strategie e le attua, ha affossato politiche virtuose di riduzione dei rifiuti, di raccolta differenziata porta a porta, di riciclo e riuso dei materiali, di risparmio energetico, di promozione di nuove aziende in tali settori. E ciò ha compromesso la creazione di migliaia di nuovi posti di lavoro e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali nella green economy”.

L’indice del consigliere è puntato contro “chi ha amministrato la città (Ds, Pd ed alleati) ha impedito la competizione tra i soggetti operanti nel mercato dei servizi pubblici, penalizzando i cittadini che pagano, per questo, tariffe troppo alte. A Ferrara Tia e bollette dell’acqua sono tra le più elevate nel paese e producono per Hera i margini operativi (dunque profitti) più importanti, tra i vari servizi gestiti. La cosiddetta “area ciclo idrico integrato” rende ad Hera quasi 60 milioni di margine operativo lordo nel solo primo semestre 2009, pari al 27,1% dei rispettivi ricavi (26,9% nei rifiuti, 12% nel gas, 2,8% nell’energia elettrica; fonte bilancio Hera 30.6.09)”.

Dire poi che l’acqua non sarebbe un business per Hera, “è assolutamente falso” secondo Tavolazzi: “in verità l’acqua è il secondo business più remunerativo per l’azienda, per redditività lorda percentuale. E se la tariffa dell’acqua produce utili elevati ed alti dividendi per il Comune, ne consegue che i cittadini sono tassati indirettamente ed inconsapevolmente anche attraverso il pagamento di servizi primari. Ma non basta: quanto essi pagano in più, per garantire utili ad Hera e dividendi al Comune, costituisce un importo assai maggiore degli stessi dividendi girati al Comune. Meglio dunque sarebbe per i ferraresi pagare tariffe più basse, rinunciando nel contempo ai dividendi di Hera”.

Dalla posizione dominante dell’azienda, inoltre, discenderebbero i contenziosi nei confronti degli enti locali. “Basti ricordare – elenca Tavolazzi – i ricorsi al Tar nel 2008 per modificare l’Aia dell’inceneritore di Cassana o nel 2004 la denuncia più citazione per danni del sottoscritto, poi risarcito per causa temeraria, a seguito di alcuni interventi pubblicati dal Resto del Carlino, in merito alle emissioni dell’inceneritore di via Conchetta, chiuso un anno dopo poichè non in grado di rispettare i limiti di legge. Né vanno sottaciuti i recenti fatti gravi quali: il mancato rispetto, secondo la Provincia, dei volumi autorizzati per i rifiuti speciali bruciati a Cassana; la loro importazione da fuori Ferrara non consentita dall’AIA; la chiusura del laboratorio di Ponte contro la volontà del Consiglio comunale; la chiusura delle Sot”.

“Tale situazione di difficoltà a gestire i rapporti con il concessionario, da parte del Pd e della maggioranza – conclude il consigliere di opposizione -, ha prodotto pesanti ripercussioni sulla popolazione, in termini di qualità dei servizi e di costo elevato dei medesimi, anche per l’assenza di controllo pubblico e di concorrenza. Il bilancio comunale ha sofferto per le minori entrate e le spese più elevate conseguenti ai nefasti contratti di servizio tra Comune ed Hera. Infine il congelamento di decine di milioni di euro in quote azionarie di Hera, ha causato l’immobilismo nella gestione dell’immenso debito comunale, con conseguente pagamento di pesanti oneri finanziari. Ultimo, ma non meno importante, il danno causato ad ambiente e salute. Per tali ragioni Progetto per Ferrara ritiene sia giunto il momento di voltare pagina, adesso, nella politica dei servizi pubblici locali”.

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  • giova

    HERA è un tabù per i ns. Amministratori| Nella mia piccola esperienza di casalinga mi domando: i camion che raccolgono la differenziata non hanno scomparti per i 3 ora 4 tipi di materiale recuperabile? quindi gettano tutto assieme?
    Il giro della raccolta della differenziata è enorme, quanto ci costa far girare dei camion , farli sostare davanti ad ogni “isoletta ecologica” per raccogliere esigue quantità di materiale, specie dove la densità abitativa è molto bassa?? Dove sono reperibili dati sull’ effettivo riempimento dei cassonetti?? Nella città, dissennatamente anche in zone di pregio e storiche, sono stati collocati a iosa cassonetti che restano vuoti: il mero costo del cassonetto sarà mai compensato dalla vendita della raccolta ai vari Consorzi e dai costi del giro di raccolta??? E’ chiaro che se HERA imputa tutti i costi sulla popolazione ( in bolletta) aggiungendo le addizionali ed IVA sulla addizionali, il Popolo non è beneficiario di un Servizio, ma PREDA DI UN LADROCINIO LEGALIZZATO!!!! E il Presidente di Circoscrizione, che concorda la collocazione dei cassonetti con HERA che tipo di ” cultura ” ha elaborato nella sua testa, con l’intento di conferire alla città un’immagine decente ed attrattiva ??? Vada anche solo ad Igea marina ad ispirarsi e smetta di togliere posti parcheggio per collocare cassonetti dei rifiuti che restano vuoti!!!! Eccedo nei punti esclamativi per denotare indignazione, sconcerto, rabbia ed impotenza: il fenomeno non è marginale ma essenziale per poter nutrire fiducia in chi ci ” dovrebbe” governare e che invece millanta dedizione alla Res Publica per arricchire la banche che stanno dietro ad HERA.

  • Giorgio

    A cosa servono i Consigli Comunali, loro se ne fregono perchè chi decide sono pochi, chi governa e presenta delibere è il Sindaco assecondato dalla giunta, chi ratifica senza commentare è il Consiglio ( la maggioranza ) a questo punto mi chiedo perchè dobbiamo tenere dei consiglieri muti? Il colmo è, che gli stessi che qui governano, si lamentano ( giustamente ) a Roma perchè tutte le leggi sono di iniziativa del Governo e nei fatti il Parlamento esautorato della sua funzione.

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