Densitometria ossea: ‘Serve a pochi’

Prende il via la campagna informativa per spiegare a chi è veramente utile questo particolare esame

Due, anche tre anni di attesa, prima di poter effettuare un esame di densitometria ossea, quello cioé che misura la densità dell’osso e l’insorgenza dell’osteoporosi. E le lamentele ovviamente non mancano. L’esame tuttavia è utile a pochissime persone ed è per questo che i Comitati Consultivi Misti (Ccm) in collaborazione con l’Azienda Usl hanno pensato fosse necessario informare correttamente i cittadini sulla necessità, sull’efficacia e sulla possibilità di effettuare tale esame. Un opuscolo dal titolo “Conosciamo la densitometria ossea: un esame utile a pochi”, che chiarisce alcuni punti fondamentali  (a chi serve, a chi non serve, come prevenire l’osteoporosi) verrà infatti distribuito nel corso di una serie di incontri pubblici che vedranno come relatori medici di medicina generale ed epidemiologi.

Lo stesso depliant è stato inviato ai medici di famiglia, insieme a una presentazione dell’iniziativa, così da ottenere un’informazione la più capillare possibile. I dettagli del progetto sono stati illustrati stamane in conferenza stampa dai presidenti dei Comitati Consultivi Misti dei vari distretti della provincia, Roberto Rabboni (Centro Nord), Nevio Finotelli (Ovest), Cesare Guzzon (Sud Est), olrte che dal direttore del distretto Centro Nord, Alberto Tinarelli, e dal direttore Piani per la Salute, Aldo De Togni.

Secondo il legislatore, come è stato spiegato, l’esame può essere erogato con costi a carico del Sistema Sanitario Nazionale solo in presenza di particolari condizioni. Le categorie aventi diritto, per le quali l’erogazione delle prestazioni avviene entro 60 giorni dalla prescrizione, sono le seguenti: donne e uomini con sospetta osteoporosi derivanti da patologie come il morbo di Cushing, la celiachia, il morbo di Crohn, l’insufficenza renale cronica e soggetti sottoposti a trapianto; soggetti in terapia prolungata (oltre 6 mesi) con corticosteroidi sistemici, antiepilettici, farmaci antiretrovirali e farmaci che inducono ipogonadismo; donne con carenza estrogenica: amenorrea primaria non trattata, ovariectomia bilaterale, menopausa precoce in età inferiore ai 45 anni; donne in menopausa da 6 mesi con necessità di terapia ormonale sostitutiva o altro trattamento per l’osteoporosi di lunga durata che presentino nutrizione inadeguata, anoressia, scarso esercizio fisico o immobilità prolungata, abuso di fumo e alcool; soggetti con evidenza radiologica di osteoporosi o con storia pregressa di fratture ossee per osteoporosi.

“C’è molta ansia soprattutto da parte delle donne – ha spiegato De Togni – che percepiscono la lunga attesa come un danno per la propria salute. In realtà la densitometria serve a poche persone e per queste categorie di persone i tempi sono rapidi. Se si teme per le fratture nelle persone anziane, prima di pensare alla densitometria è molto più importante pensare alla prevenzione delle cadute. In donne con più di 65 anni ogni 1000 fratture solo 15 sono dovute a osteoporosi. Non tutte le fratturte sono quindi legate all’osteoporosi”. L’appello è rivolto anche ai medici di famiglia affinché richiedano l’esame solo in caso vi sia effettiva necessità predisponendo anche un apposito modulo in cui vanno dettagliati i motivi per i quali si richiede quel particolare tipo di esame, sebbene, come richiamato in conferenza stampa, “ci sono anche utenti talmente ansiosi da continuare a far pressione sul medico di famiglia fino a farlo arrivare all’esasperazione”.

La “corretta informazione” sull’argomento vorrebbe tentare di risolvere tutti i problemi (e i non problemi) elencati. Il primo appuntamento pubblico organizzato con i cittadini è stato fissato per oggi pomeriggio (12 aprile) a Ferrara presso l’Associazione Cupla di via Caldirolo, mentre i prossimi appuntamenti saranno a Copparo il 19 aprile (Centro Sociale Anziani Parco Verde, dalle 15 alle 17), a Portomaggioer il 23 maggio in occasione della fiera, a Codigoro il 12 settembre sempre in occasione della fiera comunale e a Cento il 6 settembre all’interno delle iniziative del Settembre Centese.

 

19 Commenti in: “Densitometria ossea: ‘Serve a pochi’”


  • Donatella Moretti ha scritto il 12 April 2012 alle 16:25

    Certo, il problema è sempre lo stesso!! Se paghi te la fanno subito!!! Io l’ho fatta al centro donna a Ferrara, ho aspettato una settimana….ma ho pagato 75,oo euro. 
    I tempi di attesa sono molto lunghi…solo a Ferrara….A Porto Viro si aspetta solo un paio di mesi…sarà perchè siamo nel Veneto??? QUESTA E’ L’ITALIA!!!! O è meglio dire l’EMILIA ROMAGNA????

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  • Angelica ha scritto il 12 April 2012 alle 16:27

    Non mi risulta che: “le categorie aventi diritto, per le quali l’erogazione delle prestazioni avviene entro 60 giorni dalla prescrizione, sono le seguenti: donne e uomini con sospetta osteoporosi derivanti da patologie come il morbo di Cushing, la celiachia, ecc. ecc.”
    Ho 40 anni, celiaca con osteopenia da 10 anni. Mi sono rivolta al servizio pubblico e il primo appuntamento utile mi è stato dato a distanza di 3 anni e mezzo. Naturalmente, non potendo aspettare tanto, mi sono rivolta ad una clinica privata che dopo giorni mi ha confermato la diagnosi di osteopenia.

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  • Angelica ha scritto il 12 April 2012 alle 16:29

    integro: dopo 2 giorni

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  • elisa ha scritto il 12 April 2012 alle 17:01

    Per evitare lamentele da parte degli utenti che devono aspettare un paio di anni per effettuare l’esame di densitometria ossea, si decide che sia un esame che “serve a pochi”….ma cosa pensano i Signori dell’AUSL, che ci divertiamo a fare esami che non dobbiamo fare? E’ l’ennesima presa in giro ….Di solito, comunque, chi prescrive l’esame, non è il medico di base, ma bensì lo specialista….Perchè se andiamo a pagamento o nel Veneto, veniamo presi in considerazione molto prima che in Emilia Romagna?….Che vi sia qualche problema?
    Mah!

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  • Lorry ha scritto il 12 April 2012 alle 17:14

    sono affetta da ca mammario e la terapia medica mi produce problemi ossei, devo fare la densitometria ogni anno ( se vivo), rientro nella categoria????????

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  • Jan ha scritto il 12 April 2012 alle 19:16

    Una vergogna totale.

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  • Franco ha scritto il 12 April 2012 alle 19:57

    i sig medici , vogliono soldi soldi e molti soldi , pertanto non trovano tempo a lavorare per meno , così l’assistenza sanitaria va a fottersi perchè gli stessi non si accontentano ed in più non hanno voglia di fare ! . Questo è ciò che penso dopo esperienze vissute .

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  • Maurizio G ha scritto il 12 April 2012 alle 21:13

    a pochi serve la attuale amministrazione della sanità’ ferrarese, territoriale ed ospedaliera. A casa che è meglio….

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  • ragione ha scritto il 13 April 2012 alle 3:12

    La macchian che segue l’ esame densitometrico sta inutilizzata molto, molto , molto a lungo e gli addetti si girano le dita e leggono romanzi nell’ anticamera. Spreco dell’ investimento in macchina, spreco di tempo, spreco di intelligenze, spreco di spazi adibiti ad ambulatori per desitometrie. Intanto le persone non sanno cosa pensare dei medici, che inventano teorie a loro uso e consumo e temono le disgrazie che le attendono.

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  • mozark ha scritto il 13 April 2012 alle 8:45

    Forse non avete capito: non ci sono più soldi. Le nostre tasse finiscono nelle tasche dei fannulloni raccomandati e la sanità pubblica verrà smantellata.
    Non è questione di Emilia-Romagna o di Veneto: presto solo chi paga potrà curarsi.

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  • sabrina ha scritto il 13 April 2012 alle 9:14

    ho 47 anni, l’anno scorso a febbraio la mia ginecologa (del consultorio familiare), mi ha ordinato la densitometria perchè l’anno prima mi avevano tolto un’ovaio.. ho aspettato  “solo” 4 mesi… adesso mi hanno tolto anche l’altra, sono sottoposta a terapia ormonale sostitutiva per menopausa precoce vedremo se a giugno ci sarà posto.. intanto in farmacia hanno la mia richiesta già da un paio di settimane e ancora non mi hanno restituito niente.. dicono che non c’è posto.. colpa del trasferimento a cona?

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  • Giovanni Luisetto ha scritto il 13 April 2012 alle 10:23

    L’Organizzazione mondiale della Sanità basa la diagnosi di osteoporosi sui valori densitometrici. Una densitometria ossea bassa è il maggior fattore di rischio per fratture, anche se non l’unico. Dopo la menopausa la perdita ossea è estremamente rapida: una donna in media perde il 15% del calcio presente nella colonna vertebrale nei primi 5 anni dopo la menopausa: l’osteoporosi è assolutamente asintomatica fino alla comparsa delle fratture: dobbiamo attendere queste per prevenirla? Fatte tutte queste premesse, cerchiamo di non demonizzare un esame che è assolutamente indispensabile per la valutazione dell’osteoporosi e diciamo chiaramente che ne hanno bisogno tutte le donne dopo la menopausa e gli uomini con altri fattori di rischio. Il problema, semmai, non sono le code (non è mai un esame urgente), ma i numerosi centri (pubblibi e privati) che lo eseguono senza avere nessuna specifica preparazione ed esperienza in merito

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  • ferrari pasquina ha scritto il 13 April 2012 alle 11:05

    Ho assistito all’incontro. E solo ora dopo anni che facevamo l’esame perchè utile, ci vengono a dire che non serve?
    I dati e le citazioni fatti vedere e commentati nell’incontro erano vecchi anche di 8 anni. Mi pare strano che solo ora si avverta la popolazione dell’inutilità di tale esame. Le lettere di lamentele sui quotidiani locali danno fastidio e allora ecco che ci comunicano che ……. e poi dobbiamo risparmiare e così ci comunicano che….Non mi hanno convinta, devono dare ulteriori e ben autorevoli e documentate motivazioni

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  • Roberto-PolliciGiù ha scritto il 13 April 2012 alle 15:16

    Si spera sempre che ai nostri amministratori non venga mai nulla

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  • Mokka ha scritto il 18 April 2012 alle 21:26

    L’ignoranza ela paura non sono medicine. La densitometria non ha mai curato nessuno. L’osteoporosi è una condizione che è legata all’invecchiamento e non ci sono medicine efficaco. L’Italia ha speso miliardi di kire in calcitononine, ora spende milioni di euro per farmaci che creano più danni che benefici. Basta ad un popolo farmaco ed e densitometria dipendente. Basta ignoranza. Aculturatevi- Vale anche per i medici prescrittori. […] Basta scempiaggini.

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  • giovanna ha scritto il 5 September 2012 alle 15:11

    io abito a Torino, ho chiesto di fare una densitometria, ho fatto una prenotazione per telefono al San Camillo, mi è stata data la prenotazione per 4 giorni dopo, ho pagato un ticket di circa 42 euro.

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  • alessio ha scritto il 27 November 2014 alle 22:33

    In casa di cura città di rovigo attesa di pochi giorni a poco più di 50 euro ho portato mia mamma oggi…

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  • Nicola ha scritto il 28 November 2014 alle 1:10

    Giusto domenica scorsa i cittadini dell’Emilia Romagna hanno confermato, con il loro voto, questa classe politica PD che contrabbanda come eccellenza nazionale una assistenza sanitaria per molti aspetti vergognosa

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  • Mokka coraggio! ha scritto il 28 November 2014 alle 3:05

    Mokka vai a prenotarti una “c” e mettila in “aculturatevi” va là… 

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