Politica
25 Marzo 2012
I Verdi: “Come è stato possibile rilasciare quella autorizzazione?”

Schiaccianoci, nessun responsabile dello scempio

di Redazione | 2 min

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Le spiegazioni del Comune non bastano. Qualcuno deve rispondere dello scempio. I Verdi di Ferrara, che avevano denunciato l’eliminazione di piante ed arbusti nell’area di riequilibrio ecologico tra via Carretti e via Pontegradella che dovrebbe invece essere tutelata, chiedono ancora repliche adeguate (vai all’articolo).

“Non sappiamo se il Comune di Ferrara – si afferma in una nota – abbia pensato che la risposta ai nostri quesiti relativi allo spianamento dell’area di riequilibrio ecologico “Schiaccianoci”, giunta per altro dopo quasi una settimana di evidentemente faticosa riflessione, potesse accontentare qualcuno. Se è così quel qualcuno non siamo certo noi”.

E questo perché la rassicurazione che su quell’area non sono possibili nuove edificazioni e la dichiarazione che “i lavori di spianamento della porzione ricadente nell’area “Schiaccianoci” siano stati effettuati in difformità dagli obiettivi definiti dalla strumentazione urbanistica ad oggi vigente” (come riportava la nota del Comune – leggi), derivano da atti amministrativi “ai quali – specificano i Verdi – abbiamo collaborato in modo determinante, nella passata legislatura”.

Per il resto “non vi è traccia di risposta”. In particolare non sarebbe stato chiarito come il nuovo proprietario dell’area “abbia potuto giustificare lo scempio sulla base di un’autorizzazione comunale e come sia stato possibile che una simile autorizzazione si stata rilasciata”.

Per quanto riguarda infine “la responsabilità politica di quanto è accaduto e le conseguenze che se ne dovrebbero trarre, parla da solo il fatto che la risposta, al di là del contenuto,  sia stata affidata ad una nota dell’ufficio stampa, e non porti quindi la firma di alcuno: non si sa mai”.

I Verdi promettono che la vicenda non finisce qui e ricordano che il Comune dovrà dare spiegazioni anche alla Regione, dopo l’interpellanza presentata dal consigliere dei Verdi Gabriella Meo in consiglio.

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