Pomodoro, distrutto lavoro di anni
Coldiretti denuncia prezzi sotto costi di produzione
In pochi mesi si è distrutto il lavoro di anni, per di più ritornando ad un sistema di sottobosco di regole che portano il prezzo del pomodoro al di sotto dei costi di produzione. E’ questo il parere di Coldiretti Ferrara sull’accordo del pomodoro recentemente sottoscritto tra organizzazioni dei produttori e alcune industrie di trasformazione.
“Coldiretti – ha detto il presidente di Coldiretti Ferrara, Mauro Tonello – ha lavorato per anni per una coesione del mondo agricolo nella definizione di accordi che dessero soddisfazioni economiche alle aziende produttrici. E’ stato un lavoro che è poi sfociato ad accordi che, pur con tante aspettative positive, non hanno dato purtroppo i risultati sperati. Tutto questo è successo soprattutto perché la costituzione del distretto del pomodoro, così come è stato voluto da industria e da enti istituzionali, si è trasformato, di fatto, in un organismo interprofessionale che non ha saputo svolgere il suo ruolo di promozione del prodotto, ma si è disperso in una jungla di regole che hanno riportato il prezzo finale del produttore al di sotto dei costi di produzione”.
La confusione di ruoli – rileva Coldiretti – dopo anni che i contratti si chiudevano in tempi utili per il trapianto del pomodoro, ha portato quest’anno a ritardare la chiusura del contratto con un serie di norme e parametri che nascondono vero il prezzo finale.
“E’ arrivato il momento – sostiene Tonello – di pensare ad un contratto che tenga veramente conto della destinazione finale del prodotto, anche secondo le esigenze industriali. E’ possibile pensare a contratti diversi secondo che il pomodoro sia destinato alla produzione di concentrato, che può avere per l’azienda agricola un costo di produzione più contenuto, o alla produzione di un prodotto finito, che richiede maggiore cura, ma che consente la valorizzazione del made in Italy”.
“Sorprende – prosegue Tonello – che in questa situazione intervengano organizzazioni agricole, come Confagricoltura, il cui presidente regionale Guglielmo Garagnani, mentre dichiara che vigilerà sui contratti, lascia che i suoi rappresentanti condividano le decisioni del tavolo di contrattazione. Tutto ciò senza dimenticare che si erge ad estremo difensore delle aziende, mentre ha condiviso l’istituzione del distretto con l’attuale statuto e, in un recente passato, ha fatto l’equilibrista sul disaccoppiamento con il risultato disastroso che oggi tutti constatiamo e che Coldiretti aveva già ampiamente immaginato. Bisogna che ci diciamo chiaramente che non è più possibile fare la voce grossa a contratto concluso, ma che è sempre più necessario sviluppare un lavoro che possa dare risultati concreti nel tempo”.
5 Commenti in: “Pomodoro, distrutto lavoro di anni”
Scrivi un commento
Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Condividi via email
Certo è che, essendo io un amante del pomodoro, mi ritrovo dei prodotti tanto bellini da fotografare e da dipingere, mentre dovrebbero pagare me per mangiarli. Ora qual è la scusa ? Che i pomodori di Ferrara vanno TUTTI all’esportazione? Perchè se è così non me ne può fregare di meno, mentre se quelli che sto mangiando sono pomodori locali, atrettanto. Vale anche per gran parte della frutta.
E no Marcellus! Vogliono che compriamo i pomodori Cinesi così gli industriali aumentano il loro profitto.
Abbiamo Cinesi padroni del commercio e importiamo prodotti cinesi e in Italia guardiamo in su.
Presto dovranno cambiare mercato pure loro perchè gli Italiani non avranno che gli occhi per piangere.
Tonello ha ragione , si sta premiando di fatto il pomodoro prodotto in nero col caporalato .Qualche centesimo in meno o in più al kilo all’industria dice nulla , ma per i contadini fa la differenza tra stare nei costi o rimetterci .Bel colpo Garagnani , adesso vallo a raccontare ai contadini cosa hai combinato nei contratti con l’industria.
La frutta e la verdura, sono sempre più belli e più scarsi di sapore, non sanno di niente si assomigliano tutti!!! Bohhh!
Il presidente di Coldiretti Ferrara, Mauro Tonello potrebbe spiegare perché la frutta e la verdura prodotte a Ferrara di pari categoria costano meno a Bolzano e a Lecce nonostante i costi di trasporto. ;-(