Ricovero anziani: i parenti possono non pagare la retta

A Ferrara un'altra pronuncia che evidenzia l’inadeguatezza della normativa

Importantissima sentenza del Tribunale di Ferrara relativamente alle rette di ricovero nelle RSA a carico dei parenti degli anziani.

Alla figlia di un’anziana era stato chiesto, con un decreto ingiuntivo dal Centro Servizi alla Persona del comune di Ferrara, il pagamento della retta di ricovero della madre nella casa protetta per la complessiva somma di € 9.284,50. Ciò sulla base di una dichiarazione scritta con la quale la stessa si era impegnata al pagamento della retta mensile.

Il Tribunale, senza chiedersi se la legislazione in materia consenta o meno di fare sottoscrivere ai parenti degli anziani impegni di questo tipo – sul punto si era pronunciato il Tribunale di Parma, escludendo tale possibilità -, ha revocato il decreto ingiuntivo. Il giudice ha affermato che quando, come si era verificato in quel caso, al parente (figlio o nipote) viene imposta la firma di un documento con l’obbligo di versare in proprio la retta, siamo di fronte ad una promessa unilaterale, la quale perde efficacia in seguito al recesso dell’obbligato. E, visto che la figlia aveva inviato una lettera di questo tipo, il Tribunale di Ferrara ha escluso che alla stessa potesse essere chiesto alcunché.

Secondo gli avvocati Giovanni Franchi e Stefano Di Brindisi, legali Confconsumatori, che hanno tutelato l’interessata in giudizio “la decisione è importantissima: per la stessa tutti coloro che hanno parenti anziani ricoverati in RSA e che si sono impegnati a pagare la retta di ricovero, possono recedere dal proprio impegno di contribuire al pagamento della retta di ricovero e sospendere i relativi versamenti”.

Tutti i parenti degli anziani che si trovino nelle condizioni di non poter più mantenere l’impegno a versare la retta di ricovero, potranno ritirare presso le sedi di Confconsumatori la lettera di recesso da inviare ai Comuni e alle RSA.

“Questa vittoria – commenta Mara Colla, presidente Confconsumatori -  segnala ancora una volta la necessità di mettere mano a una normativa obsoleta che finisce con l’alimentare una guerra fra poveri e fra questi e le istituzioni”.

 

16 Commenti in: “Ricovero anziani: i parenti possono non pagare la retta”


  • alberto ha scritto il 3 marzo 2012 alle 10:52

    sono confuso
    cioè aver firmato una lettera di impegno non ti obbliga poi a mantenerlo ?
    ma allora il servizio chi lo paga ?
    l’articolo non è chiaro
    qualcuno mi puo’ spiegare

    grazie

    Commento molto apprezzato! Thumb up 13

  • gianluca ha scritto il 3 marzo 2012 alle 10:57

    Bella vittoria! Un altro bel buco a favore anche dei FURBI nel bilancio sanità!
    E l’ente non potrebbe nemmeno agire in via surrogatoria rispetto al debito da alimenti che il parente lavativo ha nei confronti dell’anziano, perchè trattasi di azione personale…

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  • angelo Ppf ha scritto il 3 marzo 2012 alle 11:56

    @alberto
    il problema era gia stato affrontato in sede politica su istanza di Rifondazione ma respinto dal Pd. In pratica quando ricoveri papà o mamma in una di queste strutture, ti obbligano a firmare un impegno economico. Se Mario Rossi ricoverato non cela fa a pagare la retta daoro stabilita (che non tiene conto dwlla cpacità conteibutiva)  paga il parente prossimo. Per la legge italiana questo non è ammissibile sarebbe come se io mi impegnassi con ina firma a pagare le multe che prende lei. Hai voglia riscuoterle. Io non ho la patria potesta su di lei. Il tribunale ha sancito come gia altrove questo principio. 

    Commento controverso. Cosa ne pensi? Thumb up 10

  • pjan ha scritto il 3 marzo 2012 alle 13:29

     E si, aveva ragione mio padre buon’anima,  diceva ” Un padre riesce a mantenere dieci figli, ma gli stessi dieci non riescono a mantenere un padre in caso di bisogno”.

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  • Gianluca ha scritto il 3 marzo 2012 alle 13:59

    Premetto che non conosco bene il caso, ma pare che sia stata ricostruita la fattispecie come promessa unilaterale… E se fosse invece un impegno contrattuale a favore di terzo, il parente, come la metteremmo? Se una banca fa credito a me che sono notoriamente un pezzente esigendo la garanzia fideiussoria di mio papà o di mio figlio non credete che il ritirarsi di costoro dall’obbligo sarebbe una truffa, o una insolvenza dolosa?

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  • Martina ha scritto il 3 marzo 2012 alle 14:08

    Alla fine chi non se lo può permettere non ha mai pagato la retta per il genitori! Chiedono ai figli un contributo oltre a pensione e accompagnamento dell’anziano solo se dalla dichiarazione dei redditi risulta che possono economicamente!
    Non la trovo una grande svolta, chi non se lo poteva permettere non ha mai pagato!

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  • DB ha scritto il 3 marzo 2012 alle 15:41

    Allora se un anziano non può permettersi il ricovero e i figli insistono dando garanzie non bisognerebbe accettare la persona visto che poi possono non pagare?
    Mi sembra assurdo

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  • Franco ha scritto il 3 marzo 2012 alle 17:02

    I parenti, in linea diretta e non, hanno invece il “diritto” all’eredità della persona ricoverata in RSA? Allora che si tengano anche il vecchietto o la vecchietta.

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  • Menenio ha scritto il 3 marzo 2012 alle 17:17

    Prima i figli pagavano per i genitori, anche se la legge era ambigua. Adesso i figli potranno rifiutarsi di pagare per i genitori ed allora interverrà il comune che però non ha soldi e quindi i gestori chiameranno i figli e dimetteranno i genitori. Sicuramente occorre rivedere la normativa ma anche riflettere sull’abbandono dei nostri vecchi.

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  • franco ha scritto il 3 marzo 2012 alle 20:16

    pjan , BRAVO ! tuo padre diceva una socrosanta verità . I figli oggi,in gran parte ,non tutti per fortuna usano e gettano i genitori attribuendo loro le responsabilità di averli generati. Come se anche per loro non fosse stato lo stesso passaggio!. Poi ,dulcis in fundo, se ci si mette anche qualche giudice in mezzo , sentenziano cazzate da far accapponare la pelle . Così al posto dei sentimenti , mettono le leggi a governare tutto.Dicendo tutto , intendo ; lo devi amare perchè,lodevi odiare perchè…………..tutto regolato da avvocato , giudice che sentenziano la vita delle persone assieme al futuro delle stesse. L’incapacità ,in primis, di gestire i propri sentimenti,demanda ad altri che per loro professionalità ti obbligano ..! Che tristezza ……….

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  • Andrea Ricci ha scritto il 3 marzo 2012 alle 20:30

    Mi dispiace constatare la grande disinformazione che ancora regna in questo campo, che alla fine porta a conclusioni fuorvianti.
    Stabiliamo innanzitutto che non stiamo parlando di semplici anziani, per i quali sarebbe legittimo far pagare i famigliari. Qui si sta parlando di Anziani Non autosufficienti cronici (che per la maggior parte è malata con almeno 1 e spesso più patologie) e che non sempre è semplice curare a casa (soprattutto in Italia dove l’assistenza domiciliare è scarsissima); oltre agli Handicappati gravi. Per chi occupa un posto in convenzione (che sia in struttura pubblica o privata, non conta), la legge è chiara: la quota sanitaria della retta (min. 50%) è a carico dell’ASL (e da noi copre[...] poco più del 30%) e la quota alberghiera deve essere pagata dall’ interessato in base alla propria ISEE, la differenza la deve pagare il Comune. Questo è fra i prioritari compiti istituzionali dei Comuni.
    Per cui se la prendano con la Regione, non con i più deboli.

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  • Magigae ha scritto il 3 marzo 2012 alle 20:55

    Quindi … Un bravo figlio prima ripulisce i genitori di beni e denaro poi… Li ricovera…poi… Chi paga, io? VERGOGNA

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  • Laico ha scritto il 4 marzo 2012 alle 0:11

    Bravo sig. Ricci con poche parole ha spiegato bene la situazione, è ha dato.una bella lezioni a chi lascia dei commenti a caso senza conoscere le normative.

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  • Enzo ha scritto il 27 giugno 2012 alle 0:02

    Io non so chi ha ragione, ma avere un genitore o un parente anziano totalmene non autosufficente, ricoverarlo presso una struttura a pagamento (perchè non si può fare altro!) costa circa 2000€ al mese.
    Non è essere cattivi o ingrati.. ma chi si può permettere una spesa simile??
    Io non so cosa fare…

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  • PAOLO FERREIRA ha scritto il 6 febbraio 2013 alle 14:12

    LA VOLONTà DEGLI ANZIANI VA RISPETTATA IO PENSO CHE TUTTO DOVREBBE ESSERE FATTO  PRESSO IL NOTAIO PRIMA DI TROVARSI IN QUESTE SITUAZIONE DI VECCHIAIA . 

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  • danilo ha scritto il 21 maggio 2013 alle 9:46

    mia mamma l’ho assistita con amore non le mancava nulla ,all’improvviso la demenza o alzhaimer in una notte le ha divorato la ragione ,allucinazioni ,picchiava tutti poi 60 giorni in stato catatonico.
    nessuno poteva curarla a casa(i medici per primi).a malincuore ho dovuto ricoverarla in rsa.fortunatamente vendendo la casa possiamo pagare la retta ma vorrei che si evitasse di parlare di insensibilità verso gli anziani,specie se anche i figli superano i 65 anni e vivono di pensione.

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