Cappellaci, pasta e pizza ma anche involtini primavera, sushi e kebab, la dieta dei ferraresi diventa sempre più varia ed internazionale. In una provincia con la percentuale di cittadini stranieri ancora al di sotto della media regionale (in Emilia-Romagna un residente su dieci ormai è di origine straniera, a Ferrara il rapporto è di otto ogni 100 abitanti), la cucina estense si apre, dunque, alle culture dei suoi nuovi cittadini. Un fenomeno, quello della ristorazione straniera, che cresce ovunque, anche nella provincia ferrarese: le imprese individuali attive nella ristorazione con titolare straniero – fa sapere l’Osservatorio dell’economia della Camera di Commercio – sono aumentate infatti in un anno del 16,7% (contro una crescita media del settore dell’1%) e contano ormai 112 unità, mentre sono 361 le persone straniere con cariche in imprese del settore e 206 le imprese straniere, a prescindere dalla forma giuridica scelta. Questi i datibilancio della dinamica imprenditoriale diffuso dall’Osservatorio dell’economia della Camera di Commercio in occasione della tradizionale Conferenza stampa di fine anno.
Su un totale di circa 2.000 imprese nel settore della ristorazione, le imprese individuali ne rappresentano quasi la metà e questa forma giuridica è preferita un po’ di più dalle imprese straniere. Le imprese “giovanili”, vale a dire le imprese la cui partecipazione del controllo e della proprietà è detenuta in prevalenza da persone di età inferiore ai 35 anni, nella ristorazione straniera rappresentano decisamente una quota superiore rispetto alle restanti imprese: una su tre può essere definita impresa giovane contro il 14,4% delle non straniere. Quello che invece non cambia è la distribuzione per genere: la provenienza non fa la differenza. In entrambi i casi, le imprese femminili risultano sempre poco più di un terzo.
Per quanto riguarda i paesi d’origine, l’analisi, possibile solo per le imprese individuali ma decisamente attendibile anche per la totalità delle altre forme giuridiche, evidenzia che la ristorazione etnica ferrarese in quasi un caso su due parla cinese, (il 45,5% delle imprese individuali con titolare straniero attive nel settore, pari a 51 ditte), ma si difende anche il contingente arabo con 27 imprese attive, tra pakistani, marocchini, giordani ed iraniani. Infine, da segnalare che Ferrara risulta tra le prime cinquanta province per peso degli stranieri attivi nella ristorazione in Italia.
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