Cronaca
15 Dicembre 2011
Nuovi elementi potrebbero chiarire la tragica morte del calciatore

Caso Bergamini: mistero su una lettera anonima

di Redazione | 3 min

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“C’è qualcuno che conosce risvolti importanti sulla vicenda Bergamini. È arrivata all’ordine degli avvocati di Ferrara una lettera anonima. Io vorrei invitare il suo autore, che si scusa per non potersi esporre di più, a farsi vivo di nuovo”. È l’appello che l’avvocato Eugenio Gallerani rivolge dallo schermo di “Chi l’ha visto?”.

Il legale, intervistato da una troupe della trasmissione di Rai Tre che segue la famiglia di Denis nella ricerca della verità – nel 1989 il giovane venne trovato morto sulla statale Ionica in circostanze mai completamente chiarite -, ha chiesto di essere contattato per un colloquio riservato. A rinforzare la sua preghiera è andato in onda anche l’appello di Damiano Tomasi, presidente della Federazione calciatori: “ci sono tutti gli elementi per portare a fondo l’indagine, questa è l’occasione giusta per raccontare ciò che si sa”.

Sembra insomma che il caso del calciatore ferrarese inizi, seppure lentamente, a sbloccarsi dalla palude in cui è rimasto affondato per ventidue anni. Nel frattempo nuove tracce emergono dalle ricerche svolte dalla procura di Castrovillari, che ha riaperto l’indagine precedentemente archiviata. Stando alla versione dei fatti diffusa all’epoca, Denis avrebbe fermato la propria automobile, una Maserati bianca, in mezzo alla strada e si sarebbe poi volontariamente fatto travolgere da un camion in arrivo. La vettura è attualmente controllata, per la prima volta dall’incidente, dai Ris di Messina, che pare vi abbiano trovato due vani segreti, uno vicino al cambio e uno vicino al bagagliaio.

Questo dettaglio potrebbe supportare la tesi portata avanti da molti amici e conoscenti della vittima, secondo la quale la tragedia sarebbe avvenuta a causa del coinvolgimento di Denis in traffici poco chiari, probabilmente legati al mondo dello spaccio. È di questo avviso Giuseppe Maltese, il massaggiatore del Cosenza Calcio, squadra in cui militava all’epoca il ragazzo.

Si avvia in questa direzione anche l’ipotesi suggerita dalla conduttrice stessa del programma, Federica Sciarelli, che sottolinea due informazioni apparentemente slegate dall’inchiesta. La prima riguarda la sentenza recentemente emessa nei confronti di Michele Padovano: il calciatore che nel 1989 giocava con il Cosenza, ed era compagno di stanza di Denis, è stato condannato a otto anni e otto mesi di reclusione per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. La seconda invece riguarda il drammatico incidente stradale che ha tolto la vita ai due magazzinieri del Cosenza Calcio che erano riusciti, di nascosto, a far arrivare al padre di Denis le scarpe che il giovane indossava quando venne trovato tra le ruote del camion. Domizio Bergamini, presente in studio, ancora ricorda lo strazio di quando gli venne annunciato il presunto suicidio del figlio, come pure i dubbi che da subito nutrì circa la veridicità del resoconto fornitogli: “un quattro assi l’ho avuto e l’ho guidato anche io: di chi ci finisse sotto non rimarrebbero nemmeno le ossa”.

Si resta quindi in attesa che procedano i controlli e gli interrogatori della procura, la quale per la prima volta ascolterà la versione delle diverse persone coinvolte negli accadimenti, come il proprietario del ristorante dove la ex-ragazza di Denis cercò aiuto. “Del testimone oculare che durante il primo processo raccontò di avere visto il giovane in piedi in mezzo alla strada, prima che avvenisse l’impatto con il mezzo pesante – ricorda Federica Sciarelli -, purtroppo non si hanno notizie rassicuranti. Anch’egli infatti è stato condannato per spaccio”.

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