Maria Amoruso non ha testimoniato di nuovo. Le dichiarazioni rese nelle udienze passate dall’ingegnere del settore edilizia del Comune di Ferrara, nelle quali sosteneva l’esistenza di uno schema per la spartizione degli appalti, sono state acquisite attraverso la lettura degli atti, senza rendere necessario il rinnovamento dell’istruttoria dibattimentale.
Ricostituito il collegio giudicante, con la sostituzione del giudice Francesco Caruso con Luca Marini, il processo Appaltopoli può continuare. Il previsto esame fiume della “grande accusatrice” non si terrà. Le difese, dopo una breve consultazione fuori dell’aula B del tribunale di Ferrara, hanno dato a maggioranza il proprio consenso all’utilizzabilità delle precedenti testimonianze.
“Sono tali e tanti i dubbi sulla genuinità della teste – spiega a margine l’avvocato di Ambrosone, Carlo Bergamasco – che abbiamo ritenuto inutile far perdere tempo ai giudici”. La decisione degli avvocati degli imprenditori imputati è nata in seguito alla richiesta avanzata pochi giorni fa dalla Amoruso, e accolta dal tribunale, di poter prendere visione delle dichiarazioni fatte in passato al tribunale, che le costarono l’assistenza di un avvocato e che ora la vedono co-indagata per reato connesso. “Per noi la caratteristica della testimonianza – aggiunge l’avvocato Pasquale Longobucco, che avrebbe invece preferito la nuova audizione – è la genuinità di quanto afferma. Se si chiede di rivedere quanto affermato in precedenza si crea il rischio di fornire una verità preconfezionata. Un teste non si deve preoccupare di contraddirsi o di non ricordare quanto sostenuto a distanza di mesi; la sua unica preoccupazione deve essere quella di dire la verità”.
“Prendiamo atto del passo indietro delle difese – commenta l’avvocato dell’Amoruso, Alessandro D’Agostino -; se davvero avessero voluto mettere in difficoltà la mia assistita, come sostengono, avrebbero potuto riascoltarla. Ma chi dice la verità non ha nulla da temere”.
L’udienza è stata aggiornata al 16 dicembre, quando verrà ascoltato come teste l’ingegnere del Comune Fulvio Rossi.
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