Se qualcuno si aspettava rivelazioni dalla puntata di ieri di ‘Guglielmo Tell’ è rimasto deluso, anche se Telestense, la rete su cui è andato in onda il programma, ha avuto il merito di riunire pubblicamente i principali protagonisti delle ultime puntate della telenovela Cona. Tre gli aspetti più interessanti: il trasloco in gennaio rischierebbe di somigliare ad una ritirata di Russia, secondo il segretario aziendale dell’Anaao Pierluigi Api; il 70% degli ambulatori resterà nell’area dell’attuale Sant’Anna, stando al direttore generale dell’Asl Paolo Saltari; nel trasloco si porteranno in via Palmirano molti materiali vecchi, ha raccontato il direttore dell’Otorinolaringoiatria Antonio Pastore.
Andiamo con ordine. Il direttore generale del Sant’Anna Gabriele Rinaldi per parte sua ha riconosciuto che “evidentemente non si può mettere in moto la macchina del trasloco senza avere complete certezze, ma questo ormai oggi è scontato”. Lui del resto per vari mesi si è rifiutato di indicare una data precisa in cui sarebbe iniziato, “però, ad un certo punto…” non ha più potuto fare a meno. Quando si fissò questa data, oltretutto, “lo facemmo pensando che prima si parte meglio: non far funzionare una struttura come quella di Cona può comportarne il decadimento”.
L’intoppo, si sa, è stato causato dal parere della Commissione di cui l’Asl si avvale per rilasciare l’autorizzazione sanitaria. “Ma non vi eravate resi conto della situazione prima del 2 novembre, quando avete rilasciato il parere, giusto alla vigilia del trasloco?” hanno sostanzialmente chiesto i giornalisti a Saltari. “No, non tutti i componenti della Commissione conoscevano l’ospedale” ha risposto.
Un servizio realizzato dalla tv tra i dipendenti, in particolare paramedici, ha riportato pareri discordanti: c’è stato chi si è detto pronto al trasloco, ma anche chi ha affermato di essere stato “un po’ all’oscuro di tutto, per via di alcune cose tenute nascoste”, fino a chi, in particolare la coordinatrice infermieristica della Cardiologia, ha affermato di “aver saputo dai giornali che avremmo traslocato il 5 dicembre”.
Sono temi su cui da tempo insistono le organizzazioni sindacali: “Come saranno ricevuti i pazienti? Quanti saranno? Quale turnistica sarà applicata? Sono questioni ancora nebulose” ha ribadito in studio il segretario generale della Funzione pubblica Cgil Cristiano Zagatti.
E le istituzioni come hanno preso il mancato trasloco? “Con rammarico – ha risposto il sindaco Tiziano Tagliani –: l’interesse della città coincide con quello degli operatori, dei pazienti e delle loro famiglie, ossia andare a Cona”; certo è che questo rinvio “avremmo preferito non vederlo”.
“Dopo due date saltate, la terza dovrà essere quella buona – ha messo in chiaro Marcella Zappaterra, presidente della Conferenza sociale-sanitaria oltre che della Provincia –: il mancato trasloco è stato scioccante anche per noi, ci è caduto addosso in maniera sorprendente”.
Tra i suoi responsabili (non in senso negativo) c’è Bruno Di Lascio, membro della Commissione oltre che presidente dell’Ordine dei Medici, presente in studio. Di Lascio mandò ai giornali una lettera in cui scrisse che quanto riscontrato a Cona non è esattamente in linea con quanto raccontato da Rinaldi. “Il direttore generale ha minimizzato? – gli è stato chiesto – o forse non ha tenuto conto dell’articolo 14 del vostro Codice di deontologia, secondo cui il medico opera al fine di garantire le più idonee condizioni di sicurezza del paziente e contribuire all’adeguamento?”. “Rinaldi aveva altro a cui pensare” è stata la risposta di Di Lascio.
Starebbe invece rientrando il problema-legionella: “La disinfezione è iniziata è finora ha dato buoni risultati” ha reso noto Saltari.
La trasmissione, in diretta, prevedeva uno spazio per le telefonate degli spettatori, e così, tra le altre chiamate, una donna ottantacinquenne ha chiesto cosa resterà in città. “Il 70% degli ambulatori che sono ora al Sant’Anna – le ha risposto Saltari – resterà in quell’area”. Area dalla quale, oltretutto, i reparti che traslocheranno porteranno via molti degli attuali arredi, visto che si tratta di un trasloco e non di un trasferimento. “Il fatto che dovremo portarci dietro cose vecchie è la mia unica, vera preoccupazione” ha affermato, in un’intervista registrata, il direttore dell’Otorinolaringoiatria Antonio Pastore.
Torna dunque ora una domanda che si sarebbe voluto lasciarsi alle spalle, e invece si sentirà porre ancora parecchie volte nelle prossime settimane: quando comincerà il trasloco? “Vi sembra credibile uno spostamento di un ospedale e di pazienti il 10 gennaio? – ha chiesto in studio Pierluigi Api, medico della Radioterapia oncologica oltre che segretario dell’Anaao –. Mai e poi mai si spostano pazienti nel mese più freddo dell’anno: ricordo che le ritirate di Russia avvennero in dicembre e gennaio”.
Rinaldi a quel punto gli ha ricordato che “l’ospedale funziona 365 giorni l’anno e non è che dal 6 gennaio al 31 marzo non trasferiamo pazienti, ad esempio per portarli nelle Residenze sanitarie assistite”. Ma su una nuova data di inizio trasloco nessuno si è pronunciato: non ovviamente le istituzioni (Tagliani: “Non siamo certo noi a decidere”), non Saltari (“deciderà il direttore del Sant’Anna”), e ben poco anche Di Lascio (“non penso che il problema sia partire il 6 o il 10 gennaio” si è limitato ad affermare). L’unico che avrebbe potuto dire qualcosa, Rinaldi, si è ben guardato dal farlo.
Ma in quali condizioni si lavora, si viene visitati o operati, oggi, in corso Giovecca? “L’ospedale Sant’Anna non è un ospedale – ha attaccato Di Lascio –, un giorno ci chiederemo come abbiamo fatto a stare lì”. “Non lavoriamo in un mostro” gli ha replicato Alberto Liboni, direttore della Clinica chirurgica oltre che preside della Facoltà di Medicina.
E le richieste di dimissioni a Rinaldi? “Fa parte del mio ruolo ricevere simili inviti” ha risposto, aggiungendo però anche che “arriverà il momento di un cambiamento, è fisiologico”. “Se Cona non apre velocemente non si salverà nessuno, ci rimetteremo tutti” ha concluso Zappaterra.
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