“Finalmente ci siamo, dopo mesi di lavoro, dopo i pareri delle regioni e delle università, il decreto di ampliamento dei posti di medicina è stato firmato”. É l’entusiastico commento di Paolo Spath, consigliere degli studenti di medicina e chirurgia a Ferrara per “Azione Universitaria”, a seguito della notizia.
“Tutto é partito a luglio, quando l’ormai ex Ministro Gelmini aveva dato la propria disponibilità ad ampliare il numero degli accessi nella facoltà di medicina e chirurgia del 10%. Il lavoro è proseguito nei mesi successi ma la burocrazia lenta e il recente cambio di governo, non avevano ancora permesso di concretizzare questa iniziativa molto sentita e voluta da studenti e famiglie, fino ad oggi”. In Italia infatti dal 1999 è diventato operativo per legge il test d’ammissione per la laurea magistrale in medicina e chirurgia. Questo mezzo, secondo esiti di ricerche scientifiche, dati statistici e secondo opinione diffusa di docenti, studenti e pazienti stessi, ha portato ad un miglioramento della qualità della didattica, della preparazione scientifica e della acquisizione di un posto di lavoro per i giovani medici. “Ma a partire da quest’anno – prosegue lo studente – fronteggeremo una carenza di medici su tutto il territorio Nazionale, a causa della scadenza fisiologica della pensione”. Da questa evidenza è nata la proposta di aumentare il numero degli accessi, sostenuta anche dai rappresentanti di Azione Universitaria al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.
“Si aprono le porte a 963 futuri medici in tutta Italia – riassume Spath -, e questo si tramuta per le aspiranti matricole di Ferrara in ulteriori 20 posti che l’università e la facoltà di medicina avranno da oggi l’autorizzazione ministeriale di assegnare, seguendo la graduatoria dell’ultimo test d’ingresso.”
Il rappresentante di Azione Universitaria non rinuncia a esprimere in merito un commento politico, in qualità di presidente provinciale dei Giovane Italia, movimento giovanile del Pdl di cui Azione Universitaria è sigla accademica: “la firma del decreto di ampliamento dimostra come il lavoro e l’impegno quotidiano, senza orari e fatto di sacrifici, produce sempre risultati, a dispetto di quanti scendono in piazza per dire semplicemente di no. Siamo contenti che il neo ministro Profumo abbia preso in considerazione questa importantissima battaglia, favorendo la continuità in quanto di buono era stato fatto dal precedente governo”. Per quanto riguarda invece le azioni a venire, Spath anticipa che il prossimo impegno del gruppo si concentrerà sulla riforma della facoltà di medicina, più specificatamente su alcune proposte Pre Lauream (test di ingresso e App) e sulle specializzazioni mediche.
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