Uscire dalla crisi con i contratti di rete

Roncarati: "è l'unico modo per fare innovazione su larga scala"

Credito, internazionalizzazione e innovazione, anche organizzativa quale quella dei contratti di rete, si muove lungo questi tre binari la ricetta per uscire dalla crisi formulata da Carlo Alberto Roncarati, presidente della Camera di Commercio di Ferrara: “E non è semplicemente una questione di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. L’impatto della crisi sulle imprese ferraresi deve ancora manifestarsi completamente, ma l’impressione che arriva dai “piccoli” è che gli imprenditori stiano facendo la loro parte, dimostrando di credere nel mercato e accettando le sue sfide, nonostante i tanti ostacoli che frenano chi vuole fare impresa”.

A tastare il polso della situazione, il seminario di studio sulle reti d’impresa svoltosi ieri pomeriggio nella sala conferenze della Camera di commercio. Una giornata, quella organizzata dall’ente di largo Castello in collaborazione con l’Associazione per l’innovazione ed Unioncamere Emilia-Romagna e patrocinata dal Ministero dello sviluppo economico, dedicata ad approfondire i vantaggi competitivi ed i benefici per il sistema delle imprese ferraresi offerti da tale innovativa forma di aggregazione aziendale. Al cospetto di una sala gremita (120 partecipanti più altre 30 persone distribuite nelle altre sale camerali collegate via web con la sala conferenze), autorevoli relatori si sono soffermati sui vantaggi delle reti d’impresa nelle quali perseguire – oltre all’incremento dimensionale – la maggiore capacità di innovare che deriva proprio dall’incrocio tra competenze e tecnologie diverse e complementari che le imprese possono metter a fattor comune della rete.

Presenti, tra gli altri, anche alcune delle imprese ferraresi che, nelle scorse settimane, hanno costituito contratti di rete con l’obiettivo di mettere insieme strategie, abbattere i costi di partecipazione alle fiere e ridurre le spese per l’approvvigionamento di materie prime.

“Stare in rete – ha concluso Roncarati – permette di catturare specializzazioni e competenze laddove esse sono, all’occorrenza pure al di là del territorio di origine o del settore di appartenenza della singola piccola impresa. E rappresenta, dunque, una modalità importantissima per fare innovazione e per utilizzarne gli esiti su scala dimensionale allargata: con chiare ricadute in termini di maggiore efficienza e competitività”.

 

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