Cronaca
3 Novembre 2011
Il caso della morte di Bergamini ricostruito da “Chi l’ha visto?”

Denis è “stato suicidato”

di Redazione | 3 min

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La rubrica “Le storie del passato” di “Chi l’ha visto?” si è occupata mercoledì sera del caso di Denis Bergamini, giovane calciatore ferrarese (di Boccaleone di Argenta) morto in circostanze ancora da chiarire 22 anni fa, investito da un camion sullo statale Ionica, a Cosenza. La tragedia venne all’epoca attribuita a una decisione suicida, ma diversi elementi hanno indotto i suoi parenti a credere che la verità avrebbe potuto essere diversa.

La conduttrice del programma, Federica Sciarelli, ha ricostruito per gli spettatori gli ultimi momenti della vita del ragazzo. Per avere un quadro il più possibile completo della situazione ha riportato le testimonianze dell’ex fidanzata, della maschera che lo ha visto allontanarsi dal cinema – dove si era fermato con i colleghi poche ore prima dell’incidente -, del camionista che lo ha travolto col suo mezzo e del brigadiere Barbuscio, che prima fermò per un controllo la Maserati su cui Donato viaggiava da Cosenza a Taranto, e poi fu il primo a intervenire e ad ascoltare i testimoni dell’accaduto.

La conduttrice ha sottolineato le incongruenze già segnalate dalla stessa trasmissione due anni fa, quando la sorella della vittima, Donata Bergamini, mostrò per la prima volta alle telecamere gli oggetti personali che Donato portava addosso quando venne travolto sulla statale Ionica: scarpe, collanina e orologio intatti. La famiglia ha custodito questi oggetti per anni, e anche se da subito aveva dichiarato la propria disponibilità a consegnarli agli inquirenti affinché effettuassero le opportune analisi, solo ora la procura ne ha stabilito il sequestro .

“Questi affetti parlano come e più di un testimone oculare”, ha commentato Federica Sciarelli, accompagnata in studio dall’avvocato della famiglia, Eugenio Gallerani. “Lo stesso verbale del brigadiere si smentisce – spiega agli spettatori il legale – : prima riferisce di aver notato la Maserati parcheggiata vicino a dove giaceva il corpo del ragazzo e di essere andato in cerca dell’ex fidanzata, la quale non si sa bene chi gli ha riferito essersi recata in un bar ristorante a pochi chilometri di distanza; poi racconta di come, arrivato al bar, abbia visto la ragazza salire sulla stessa automobile ”.

L’indagine su questa morte misteriosa, archiviata inizialmente come suicidio, si riapre ora grazie alla procura di Castrovillari che guarda all’ipotesi che Donato possa essere “stato suicidato”, come suggerisce anche Federica Sciarelli. Il realtivo fascicolo è rubricato come omicidio volontario a carico di ignoti.

Hanno completato la ricostruzione dei fatti il video dove Denis appare nei suoi ultimi commenti rilasciati alla stampa, in cui dichiara serenamente “prendo quello che viene, mi piace vivere”, l’intervista all’allenatore che accompagnò la squadra al cinema, dove il giovane venne visto parlare con due individui la cui identità rimane ignota, le fotografie scattate sulla statale dal brigadiere Barbuscio, la lettura delle incongruenze riportate dai verbali dell’epoca. Lo stesso racconto del salto verso il camion è molto diverso nella testimonianza resa dall’ex-fidanzata da quella resa del camionista.

“Chiedo ai tanti calciatori che seguono il programma che aiutino l’inchiesta. Credo ancora nella giustizia italiana”, ha commentato in chiusura la sorella Donata.

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