Cronaca
28 Ottobre 2011
Incarico peritale affidato dal tribunale agli specialisti di Messina

Indagano i Ris sulla morte di Denis Bergamini

di Marco Zavagli | 2 min

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Saranno i carabinieri del Ris di Messina a cercare di svelare il mistero della morte di Denis Bergamini, il calciatore ferrarese scomparso 22 anni fa sulla statale Ionica quando militava nel Cosenza calcio e il cui caso si è riaperto proprio nei mesi scorsi.

Dopo i sequestri ordinati dalla procura di Castrovillari (alcuni indumenti che il giovane calciatore indossava al momento della morte, cioè le scarpe, l’orologio e una catenina d’oro e l’auto, una Maserati Spider), ora si registra un altro passo in avanti verso la pista indicata dai famigliari.

Secondo la famiglia Bergamini, assistita dal punto di vista legale dall’avvocato Eugenio Gallerani, Denis non si suicidò come venne creduto, o fatto credere, in un primo momento. E gli oggetti sequestrati servirebbero proprio a dimostrare come non sia possibile che l’investimento ad opera di un camion non abbia lasciato segni su abiti ed effetti personali.

La procura sembra aver sposato questa tesi, tanto che ha riaperto il caso rubricandolo come omicidio volontario a carico di ignoti. I Ris ora dovranno “individuare – scriveva ieri Arcangelo Badolati sulle cronache locali della Gazzetta del Sud – anche il più piccolo indizio in grado di far luce su questo insoluto “giallo” calabrese. Il magistrato ha pure affidato delle consulenze medico-legali comparative che serviranno, invece, a smentire l’ipotesi che il decesso di Donato sia stato determinato da una condotta autolesionista”.

Intanto nei giorni scorsi una troupe di “Chi l’ha visto?” ha girato alcune scene a Cosenza e già mercoledì prossimo il programma condotto da Federica Sciarelli dovrebbe dedicare uno speciale alla vicenda.

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