Cento. Dettati dai 9 candidati sindaci, e possibili futuri amministratori, tutti gli ingredienti per restituire a Cento il ruolo di protagonista nel panorama economico e istituzionale del territorio. Nella sfilata dei 9 pretendenti che concorrono a ricoprire il ruolo di primo cittadino, organizzata dall’Accento Promotion e dall’amministratore delegato Alberto Tura, sono emerse una molteplicità di proposte, idee e intenzioni, per dare soluzione ai problemi di ieri e di oggi del centese.
A pochi giorni dalle elezioni, un confronto che ha permesso di cogliere le numerose somiglianze, ma anche le spiccate differenze tra i numerosi candidati, in una serata seguita da molte centinaia di persone che a fatica sono riuscite ad entrare nella sala della Pandurera. Moderati da Giuseppe Rovatti (ex sindaco di un comune nel modenese e esperto in comunicazioni) il sorteggio ha affidato l’apertura a Marco Amelio (sostenuto dalla lista della Lega Nord, e dalle civiche Noi Che, La Rocca e Punto e a Capo): “Mi sono gettato tre mesi fa in questa campagna elettorale, per farmi conoscere e per stare tra la gente. Parlando con loro sono emersi problemi e istanze legate alla vita quotidiana, come le buche nelle strade, la pulizia dei fossi… Da qui è nato il programma elettorale”.
Dal volontariato quale “braccio destro del comune” alla tutela delle pari opportunità per donne, bambini e anziani, dalla sinergia tra mondo giovanile e gli anziani al tema fondamentale dell’immigrazione, fino alla sicurezza, considerata però in senso ampio, Amelio si è lanciato in progetti che renderanno “credibile la città”. Nato dalla mobilitazione in difesa dell’area verde di S.Liberata, il movimento Noi Cento, sfociato in tre liste civiche (Noi Cento, Noi Cento Frazioni e Noi Cento Giovani), e la candidata Mary Luppino hanno puntato sul tema della partecipazione, del governo condiviso e del mettere in rete l’associazionismo: “Un altro cavallo di battaglia di Noi Cento è di certo la tutela dell’ambiente, tra cui anche la discarica di Molino Boschetti, ci siamo opposti all’ampliamento perché, sulla scia dell’esempio dei comuni virtuosi, i rifiuti devono divenire una risorsa da cui trarre risorse economiche da investire nei servizi per la comunità”.
Una lista poi, quella di Marco Gallerani (Cento Futura) che “si lancia verso il futuro della città, con una premessa, non ci possiamo più permettere di passare altri 5 anni come quelli trascorsi, i peggiori a memoria d’uomo. Non ritengo giusto scaricare tutte le responsabilità sul sindaco. Ci sono state forze politiche e persone che lo hanno tenuto a sedere sulla poltrona di primo cittadino perché anch’esse hanno seduto su poltrone vicine, e che hanno abbandonato solo qualche giorno fa, dopo essersi accorte all’ultimo minuto che Tuzet non andava più bene. Attenzione, perché il rischio che molte forze politiche che hanno amministrato prima, ritornino, è concreto”.
Parlando di pronto soccorso pediatrico, ultimazione della scuola del Penzale, sede del Centro Anziani, e risanamento del tessuto sociale, Gallerani ha lasciato il centro del palco a Piero Lodi (Pd, Psi, Federazione della Sinistra, Idv, Sel e Cittadini Insieme): “Con un programma forte e sviluppato in maniera partecipata, una garanzia per cominciare già dal primo giorno a governare la città, ci presentiamo come punto di rottura rispetto al passato. E’ troppo comodo governare da 20 anni, e dire oggi ‘cambiamo atteggiamento’. Noi invece siamo pronti ad amministrare, con il vantaggio apparente che dopo i 5 anni disastrosi di questa amministrazione, chiunque fa bella figura. Cento è una città che deve essere riprogettata nel lungo periodo, superando la tendenza di quelli che si occupano dell’oggi, giustificano gli errori di ieri e provano a mettere una pezza sul domani. Progetti per reperire finanziamenti che le consentano di ritornare in Emilia Romagna”. Occorre, per Raffaele De Sandro Salvati (MoVimento 5 Stelle) “iniziare a lavorare da zero per poter affrontare una serie di problemi, e nel nostro programma vi è in primis il recupero della comunicazione diretta con i cittadini per informarli di quanto avviene in comune. Per questo puntiamo ad entrare nelle amministrazione per ragione di trasparenza, mentre per quanto riguarda l’ambiente, proponiamo l’autostrada per le biciclette, la valorizzazione del centro storico, e un secco no alla Cispadana”.
Per Paolo Fava (Pdl, Udc, La Destra, e le civiche Per le frazioni, Forza Cento e Far bene per Cento) di fonte a minori risorse disponibili, è necessario realizzare una filiera istituzionale che consenta a Cento di essere conosciuta in tutto il territorio regionale e nazionale. “E’ nelle frazioni che si gioca,ancor più della politica, il vero senso di appartenenza del territorio. I centesi vogliono tornare ad essere padroni a casa loro e lo sviluppo economico deve divenire la stella polare del nostro comune. Presente e attivo al tavolo della Cispadana, veloce nelle decisioni, in relazione con Partecipanza, teatro e tradizione bancaria locale. Con la crescita della popolazione, servono servizi, occorre finire la scuola del Penzale, un progetto condiviso per le fogne da avviare con urgenza, mentre sarà disponibile dal prossimo anno uno stipendio di più di un centinaio di migliaia di euro l’anno, quello del direttore generale, da investire sulla programmazione della manutenzione stradale”.
Appellandosi all’esperienza di amministratore, la candidatura di Alberto Alberti (Insieme per Cento) nasce in reazione al non condiviso ‘sistema politico’: “Da qui la scelta di formare una lista civica – ha detto – Cento ha bisogno di vitalità, di un collegamento con la Cispadana, servono interventi e finanziamenti da enti sovraordinati”. Sollevato poi da Alberti il problema del lavoro, in prima fila l’Oerlikon: “E’ urgente cercare soluzioni concrete e guardare il futuro, e non bei sogni o illusioni. Occorre tagliare gli sprechi, dalle consulenze esterne alla Pandurera, che costa al comune non solo il mutuo, ma oltre 300 mila euro all’anno solo per la aprirla. Perché non darla alle Poste Italiane, perché offra maggiori servizi ai cittadini? Metterò tutto il mio impegno per portare a termine questo incarico a tempo pieno”.
La parola è passata poi a Rudi Rodolfi (Cento Domani) che vede chiaro: “partendo da un’attenta analisi delle reali risorse a disposizione, ci siamo resi conto della disponibilità ridotta e delle difficoltà di mantenere gli equilibri di bilancio. Ciò significa che occorre modificare il metodo di gestione del comune, per liberare risorse che serviranno per la manutenzione delle strade, riequilibrio delle aree produttive in funzione del passaggio della Cispadana, migliorare la sicurezza delle scuole, con la proposta di un realizzare una nuova scuola attraverso la collaborazione di privati che ne realizzano la struttura e un contratto di affitto con il comune. Con un impegno, il sindaco deve rappresentare tutti i cittadini”.
A strappare gli applausi e la simpatia della sala, affollata dai candidati delle liste, da imprenditori, politici, amministratori, ha concluso la serie degli interventi, Adele Ramponi (Comitato Allagati Centesi): “Dopo 27 allagamenti, e dopo 30 anni a cui ho assistito a numerose campagne elettorali, al primo punto c’erano sempre gli allagamenti. Tante promesse, ma non hanno mai fatto nulla. E se ci lamentavamo, qualcuno in un ufficio ci disse: ‘Ma come? Dovreste cominciare ad essere abituati’, qualcun altro ci ha pure denunciato perché ci siamo lamentati. Ci hanno illuso illuso illuso, e noi ci abbiamo creduto, creduto, creduto, invece ci hanno solo preso in giro per avere il nostro voto. Stavolta ci abbiamo pensato e abbiamo preparato una lista per farci sentire. Non abbiamo la pretesa che le fogne in 5 anni vengano sistemate, ma accorre iniziare, oppure è meglio cominciamo a costruire a Cento solo palafitte”.