Cronaca
7 Aprile 2011
La madre: “Il dramma di Federico consegnato alla storia”

Il film su Aldro vince il David di Donatello

di Marco Zavagli | 2 min

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Il film documentario sulla storia di Federico Aldrovandi ha vinto il David di Donatello nella sezione migliore documentario dell’anno. L’Accademia del Cinema italiano ha consegnato oggi il prestigioso riconoscimento nelle mani dell’autore, il giornalista ferrarese di Rai3 Filippo Vendemmiati.

“E’ stato morto un ragazzo. Federico Aldrovandi che una notte incontrò la polizia” è stato preferito a “L’ultimo gattopardo: ritratto di Goffredo Lombardo”, il film con il quale Giuseppe Tornatore racconta la vita del produttore, “Ritratto di mio padre” che Maria Sole Tognazzi ha dedicato al padre Ugo, “This is my land… Hebron” di Giulia Amati e Stephen Natanson e “Ward 54”, della giornalista tv Monica Maggioni sui disagi psichici dei reduci americani della guerra in Iraq.

Filippo Vendemmiati

Presentato lo scorso settembre al Festival di Venezia (vai all’articolo), il film – che ricostruisce la morte (e le vicende successiva ad essa) di Federico Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni morto il 25 settembre 2005 in via Ippodromo a Ferrara durante un intervento di polizia – era già stato premiato al Film Festival di Bari. Ora arriva la consacrazione del David. La notizia arriva in redazione direttamente dalla voce della madre di Federico, Patrizia Moretti. “Sono sconvolta”, dice a mezza voce, trattenendo a stento le lacrime. “Mi ha chiamato da Roma la moglie di Filippo, ha parlato lei perché lui non riusciva a parlare per l’emozione”. Un riconoscimento che per patrizia Moretti va ben al di là del pur altissimo valore artistico, perché “le opere d’arte rimangono, e questa consegna Federico alla storia”.

“È proprio così”, ammette Vendemmiati, raggiunto al telefono nella Capitale, dopo essersi ripreso. “Ma non mi sono ancora reso conto di quanto successo”, sorride confidando che “credevo vincesse il documentario su Tognazzi, che obiettivamente meritava il premio”.

Vendemmiati torna quindi sul suo lavoro e ripensa a come “da settembre (dall’uscita del film, ndr) ad oggi più di una persona, per un lapsus, mi ha chiamato ‘Federico’ anziché ‘Filippo’… è una grande soddisfazione sperare che questo riconoscimento possa ridare dignità a Federico, alla sua famiglia e a tutta la sua vicenda”. E in attesa di essere ricevuto dal Presidente della Repubblica, Vendemmiati trova il tempo di ringraziare anche “voi colleghi, che con il vostro lavoro mi avete aiutato in questa battaglia”.

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