Cronaca
14 Marzo 2011
Parole gravi a un nostro collaboratore dopo l'incontro con Curcio

“Io ti uccido”

di Marco Zavagli | 3 min

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“Io ti uccido”. È l’epilogo che una serata non doveva avere. Al termine dell’incontro con Renato Curcio, una domanda di un nostro collaboratore ha scatenato l’ira del presidente dell’associazione onlus Uno sguardo verso Sud, organizzatrice dell’appuntamento.

Su richiesta esplicita della redazione, il nostro collaboratore ha chiesto a Renato Curcio se era opportuno che una persona con il suo passato presentasse nella sede del volontariato una iniziativa pubblica. Una domanda nata dai vari commenti postati su Estense.com e dalla polemica che l’arrivo del sociologo a Ferrara aveva scatenato. Un modo per dare autodifesa immediata al diretto interessato, un’occasione di dargli voce. Una domanda “mal posta” e “provocatoria” secondo l’associazione (e di questo ce ne dispiace perché non era nelle nostre intenzioni) alla quale Curcio ha risposto pacatamente che era in quella sala semplicemente per svolgere la sua relazione. Tutto sarebbe finito lì.

E invece al termine del dibattito, intorno alle 23.30, il presidente dell’associazione, Alessandro Casolari, all’uscita dalla sala ha fermato il nostro collaboratore e, facendo riferimento alla questione sollevata, lo avrebbe investito con parole e frasi come “il vostro è un giornale di m…, un giornale fascista… sei un fascista…, razzista”.

Secondo il presidente, Estense.com non bannerebbe certi commenti, ritenuti offensivi nei confronti di stranieri. Preso evidentemente dalla rabbia, avrebbe preso di mira l’articolista:  “io ho dei figli di colore, se succede qualcosa a loro, io ti uccido”. Alla replica “niente minacce per favore”, avrebbe poi aggiunto “Non sono minacce, è la realtà”.

A seguito dell’accaduto la redazione ha voluto confrontarsi direttamente con l’associazione. Un’associazione che si occupa di solidarietà internazionale e che si è resa fino ad oggi protagonista di iniziative lodevoli. Non ultima quella di sabato scorso.

Al telefono ha risposto Riccardo Rossi, che segue le iniziative di Uno sguardo verso sud, anch’egli presente all’iniziativa e all’infelice epilogo. “Ci scusiamo per i toni usati, ma la domanda esulava completamente dal senso dell’incontro che trattava del razzismo strisciante in Italia dall’Unità d’Italia ad oggi”, spiega Rossi, che rimarca come “nessuno ha invitato Curcio per il proprio passato politico, dal quale l’associazione vuole rimanere estranea”.

Rossi ammette che “certi toni e certe parole non dovevano essere utilizzati e siamo pronti a formulare pubblicamente le nostre scuse al vostro collaboratore proprio per la democraticità insita nell’associazione”. “C’è stata la percezione di una provocazione voluta – aggiunge -, ma sono il primo a dire che certi comportamenti non devono essere tenuti: per questo domani (oggi, ndr) invieremo un comunicato alle redazioni di tutti i giornali locali con le nostre scuse pubbliche, alle quali seguiranno quelle private del presidente Casolari al vostro collaboratore, che non si deve sentire assolutamente né minacciato né accusato”.

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