“La Coopcostruttori non era in crisi”
In tribunale la parola ai consulenti della difesa
È iniziata con la protesta del comitato Carspac 2 e delle parti civili ed è continuata con l’esame dei consulenti della difesa l’udienza di ieri della Coopcostruttori. Fuori dal tribunale parlavano i manifesti degli ex soci risparmiatori, dentro l’aula invece parlavano le cifre e i numeri degli esperti di Giovanni Donigaglia e del suo vice di allora Renzo Ricci Maccarini.
Per Ricci Maccarini hanno illustrato la propria visione dei bilanci della cooperativa Angelo Casò, docente universitario di Brescia, e il commercialista estense, Gianluca soffritti, il figlio dell’ex sindaco di Ferrara Roberto. Casò è rimasto su un piano dottrinale, contestando la “impostazione rigida” utilizzata dai commissari nel loro lavoro di rendicontazione del deficit cooperativo, in particolare con riguardo alle riserve tecniche.
Sempre in riferimento alle riserve tecniche, poi, Soffritti si è dilungato sul fatto che non potevano non essere rilevanti dal punto di vista quantitativo, dal momento che la Coopcostruttori non utilizzava, come invece era consuetudine, la pratica dei subappalti.
È toccato quindi a Francesco Nicitra, commercialista di Ragusa nominato consulente da Donigaglia, spiegare che, secondo la difesa, i commissari avrebbero dovuto verificare la prospettiva di ripresa dell’azienda piuttosto che quantificarne le perdite e decretarne il fallimento sull’assioma secondo il quale “i dubbi erano diventati certezze”. In sostanza, secondo Nicitra, “la quantificazione del dissesto avrebbe risentito di una valutazione liquidatoria che non rispecchiava la realtà”.
“Non si può essere la quarta cooperativa edile d’Italia – ragiona il consulente a sostegno della sua tesi – nel 2000, la quinta nel 2001 ed essere strutturalmente in perdita da dieci anni come sostiene l’accusa”. Secondo il commercialista, l’azienda negli ultimi anni “non solo sopravvive, ma dimostra un progressivo aumento di flusso di lavoro: per questo non è realistico retrodatare la crisi al ‘94”.
Durante il suo lungo intervento, durato oltre le cinque ore, il consulente di Donigaglia ha toccato anche il capitolo Spal. La società calcistica venne acquistata in partecipazione, previa delibera dell’assemblea dei soci. L?oggetto sociale, inoltre, consentiva tale operazione. Tutto regolare,d nque, anche se “non è da escludere che ci possa esser stato un condizionamento politico”
Si torna in aula il 28 gennaio per gli altri testi della difesa. Poi l’11 febbraio verranno formulati i quesiti da sottoporre al perito del tribunale, il commercialista modenese Claudio Gandolfo, incaricato dell’esame contabile sui bilanci. Fino a luglio, poi, sono una ventina le udienze fissate per concludere la fase istruttoria.
7 Commenti in: ““La Coopcostruttori non era in crisi””
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In questo caso dove erano i sindacati? E dove sono tuttora che moltissima gente è rimasta senza soldi? Ma è vero è una azienda di sinistra! Ma quello che fa piu pena è che la gente manifesta ancora con le bandiere rosse, APRITE GLI OCCHI
Caspac 1e 2 dove eravate quando c’era LUI ???? come mai non lo avete mai contestato????….tutta questa voglia di democrazia , perche’ non l’avete mai rivendicata prima??? perche’ andavate solo per applaudire????……..medidate gente meditate…
Quoto Io! e Sergio. Il silenzio dei sindacati e’ ridicolo, e devo dire quello della politica (PD e vicinato) ancora peggio… Ma voteranno sempre li, la falce e il martello non si cancella dalla testa…
Andrea FDG … mi permetto, rispettosamente, di farle notare UNA imprecisione … “i sindacati” presente anche nel cda della Coopcostruttori era solo UNO; ciò non tolgie che lei ha una ragione sacrosanta. Consiglio di leggere le pregevoli e acute riflessioni del Prof. Carnacina, presenti su estense.com, purtroppo passate quasi inosservate, che pongono molti interrogativi e suscitano riflessioni a dir poco “interessanti” sulla triste vicenda. Cordialmente.
chi ci ha rimesso, come sempre, sono i lavoratori e famiglie, abbiamo sentito molte promesse e bugie fatte da quella parte politica che dovrebbe essere dalla nostra parte e invece fino alla fine ci hanno preso per il ….
Ai lavoratori della Felisatti la Lega coop insieme ad alcuni esponenti politici della sinistra Ferrarese avevano promesso (il sindacato ha anche un documento firmato dalle parti) a chi era rimasto senza lavoro avrebbero assicurato, in varie cooperative, almeno 25 posti di lavoro.
Per loro sarebbe stato uno sforzo da poco visto le decine di cooperative esistenti, ma probabilmente all’attuale sinistra di noi lavoratori non gliene frega nulla, alla faccia del ruolo “mutualistico” delle cooperative (solo sulla carta).
Quello che è grave, anzi gravissimo, è che quanto è successo alla Costruttori può succedere in qualsiasi Coop se comincia a scricchiolare, perchè non esistono tutele legali. E nessuno fa nulla per correggere questa stortura o informare correttamente i “soci”.
Il problema delle cooperative rosse non sono certo i soci lavoratori ma nel loro manegement e nella parte politica e sindacale loro affine. Poveri soci lavoratori da sempre massacrati che all’alzar di testa tutti i lor signori di comando fanno quadrato, forti delle deboli tutele. D’alema non ha mosso un dito sulla questione.